Professore ordinario in filosofia morale dopo ricorso: la cavalcata vittoriosa di Francesco Adorno

Aggiornamento: 9 apr

Ne avevamo parlato in due precedenti comunicati di "Trasparenza e Merito" (29 maggio 2019 e 15 giugno 2021), che si chiudevano con un consiglio, quello di proseguire l’azione amministrativa fino in fondo (e se il caso presentare un esposto-denuncia in procura), e con un augurio, che al collega Francesco Adorno fosse riconosciuto il posto da ordinario, frutto del suo valore scientifico.

Ebbene oggi possiamo dire che entrambe le cose si sono verificate e il nostro augurio, in particolare, è stato di buon auspicio per lui. Alla fine l’Università di Salerno ha saggiamente mollato il muro contro muro, ha ottemperato alle indicazioni dei giudici ed ha bandito un nuovo concorso che alla fine dell’anno lo ha visto vincitore. Ed ecco che, dunque, il 1 marzo c’è stata la sua presa di servizio, avvenuta quasi contemporaneamente (11 marzo) alla nuova recente sentenza del Consiglio di Stato che ha messo una pietra tombale sulla vicenda, respingendo definitivamente l’appello presentato dal contro-interessato.

Nella sentenza i giudici hanno ribadito che sono assolutamente irregolari e illegittimi tutti quei giudizi della commissione che valorizzino aspetti del curriculum dei candidati richiesti dal profilo scientifico e didattico presenti nel bando di concorso.

Ripercorriamo, dunque, la sua vicenda, in modo che possa essere di esempio e invogliare tanti altri colleghi che hanno subito giudizi illegittimi, illogici, irrazionali, scorretti ai concorsi, a fare contenzioso attraverso il ricorso, a contrastare gli abusi, nella certezza che presto o tardi il tribunale farà giustizia, come accaduto nel caso di Francesco.

Nell'agosto 2018 l’Università di Salerno bandiva un posto per un professore di prima fascia in Filosofia morale. Oltre ad Adorno c’era un altro candidato, anch'egli professore associato nello stesso ateneo. Nel bando si specificava che l’impegno scientifico richiesto era di “ricerche scientifiche sui rapporti tra filosofia morale e le possibili intersezioni con la valorizzazione del patrimonio culturale nella pluralità delle sue accezioni dal paesaggio all’etica dell’ambiente”. Il profilo scientifico sembrava calzare come un guanto all’altro candidato che, ovviamente, di lì a poco lo avrebbe vinto, mediante il giudizio di una commissione abilmente pilotata da alcuni docenti del dipartimento, come sempre accade nei concorsi universitari italiani dove niente è lasciato al caso.

Come evidenziava nettamente la sentenza del Tar Campania, i giudizi della commissione, annullati dal tribunale, apparivano “non analitici”, ma compilati un po’ all’ingrosso: in particolare su premi e riconoscimenti, partecipazioni e organizzazioni di convegni nazionali e internazionali, titoli e pubblicazioni varie. Inoltre i giudici facevano notare l’imprecisa conversione tra giudizi (eccellente, ottimo, ecc.) e punti (10, 9, 8, ecc.) nell’operato della commissione, che rendeva di fatto impossibile una vera comparazione tra i due candidati. La verità è che l’impegno scientifico del candidato vincitore corrispondeva al profilo del bando più del profilo scientifico di Adorno. Insomma, il più classico esempio di bando sartoriale. Fatto sta che l'ateneo, il dipartimento e il consiglio di amministrazione avallavano comunque gli atti e procedevano lo stesso, nonostante il ricorso e il nostro primo comunicato sul sito, alla chiamata dell'altro candidato nel maggio 2019. Quando giungeva la dettagliata e inoppugnabile sentenza del Tar Campania (sez. Salerno) che annullava il concorso, ordinando il suo rifacimento, il vincitore, nel frattempo, era già stato messo a riposo dal novembre 2020 per raggiunti limiti di età. Ma il vincitore illegittimo, come troppo spesso accade, non si arrendeva e presentava appello al Consiglio di Stato, mentre Adorno, già giudicato idoneo da quella stessa commissione, partecipava al nuovo concorso vincendolo. Iniziava così una serie di errori materiali, di dimissioni, e ricusazioni ad oltranza, di dubbia legittimità. Fino all’esito positivo recente del concorso e alla nuova sentenza che ha messo la parola fine a questa brutta storia.

Una ulteriore ennesima dimostrazione che chi la dura la vince.

Complimenti e un ringraziamento al coraggio e alla perseveranza di Francesco Adorno. Avanti così tutti insieme per il rispetto delle regole e per la valorizzazione del merito scientifico in una università radicalmente rinnovata, più corretta, più trasparente, più democratica, quella che tutti noi vogliamo.


Leggi la sentenza del TAR Campania del 20 luglio 2020

Leggi la sentenza del Consiglio di Stato del 11 marzo 2022