Giambattista Scirè

43 anni, siciliano di Vittoria, gli è stato scippato un posto da ricercatore e docente (per tre anni) all'Università di Catania. Storia contemporanea nella sede distaccata di Ragusa.
La commissione insediata a Lingue, nel dicembre 2011, gli ha preferito un'architetta. Il Tar e poi il Consiglio della Giustizia amministrativa (omologo del Consiglio di Stato in Sicilia) hanno riconosciuto che quel concorso era stato artefatto attraverso "una decisione illogica e irrazionale" e hanno imposto un risarcimento all'ateneo.
Dopo sei anni e tre rettori, però, Scirè non ha ottenuto il posto che gli spettava, solo una sostituzione di quattro mesi. L'ex ministra dell'Istruzione e dell'Università Fedeli ha salomonicamente risposto: "L'ateneo di Catania sta ottemperando" e il rettore in carica, Francesco Basile, dice: "Per Scirè dovremo trovare un riconoscimento formale". Il Tribunale di Catania ha condannato in primo grado i tre membri della commissione: abuso d'ufficio. L'ateneo, che di recente e in ritardo di anni, ha emanato il decreto che lo riconosce vincitore, non si è costituito parte civile al processo, ma avrebbe chiesto il risarcimento del danno erariale ai membri della commissione. Il viceministro con deleghe all'Università Fioramonti ha chiesto chiarimenti con una lettera ufficiale.

(fonte: Repubblica.it; Corriere della sera)

Giuliano Grüner

41 anni, avvocato amministrativista e ricercatore di Tor Vergata. 

"Per i prossimi anni si cerchi un altro ateneo. Finché faccio io il rettore, lei qui non sarà mai professore... o ritira il ricorso, oppure sparisca da qui", urlava il rettore Novelli il 28 maggio 2015 contro Grüner minacciando un provvedimento disciplinare a suo carico. E ancora: "Io non ne sapevo un c…, perché nessuno ha alzato il culo di venirmelo a chiedere! E questo non è possibile all’università. Ma siamo matti qui dentro? Cioè, uno fa un ricorso contro il proprio rettore e io non devo saperlo?...  Lei sta sputando nel piatto in cui mangia. Sta facendo una causa contro il suo rettore, c…! Non è mai accaduto. Quando mi chiamava il mio rettore io tremavo, c…!”.

Il ministero dell’Istruzione sta valutando l’ipotesi di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il rettore dell’Università romana di Tor Vergata, accusato di tentata concussione e istigazione alla corruzione, rinviato a giudizio il 3 marzo 2019. Sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno riconosciuto in sentenze le sue ragioni, sancendo un importante precedente giuridico in materia di procedura di concorso per docente universitario.

(fonte: Repubblica.it; il fatto quotidiano) 

Pierpaolo Sileri

46 anni, medico di Tor Vergata, registrò le parole del rettore Giuseppe Novelli tra settembre e ottobre 2016. A lui il Magnifico prospettò vantaggi professionali in cambio della “promessa di recedere da tutte le proprie iniziative di tutela anche in sede giurisdizionale”.
Novelli voleva che il chirurgo ritirasse il ricorso al Tar, ci sarebbero stati vantaggi immediati. Per la Procura di Roma questo è un reato ascrivibile all’induzione alla corruzione e ha rinviato a giudizio il rettore di Tor Vergata. “Non c’è cosa più cattiva dell’essere umano che fare qualcosa contro qualcuno senza avere nulla in cambio”, disse ancora Novelli. La direttrice del Policlinico di Tor Vergata (non indagata) sibilò invece a Sileri: “Qui tu sei morto… Qui tanto con lui sei morto”. Il rettore Novelli è stato indagato dalla Procura di Chieti per abuso d’ufficio in concorso.

Di recente anche il Consiglio di Stato ha dato ragione a Sileri respingendo il ricorso della controparte e stabilendo che sia data pubblicità e trasparenza ai concorsi universitari in quanto concorsi pubblici. E' stato eletto in parlamento, al Senato, come rappresentante del M5S e nominato presidente della Commissione Sanità.

(fonte: Repubblica.it; il fatto quotidiano)

Anna Maria Monteverdi

Nel 2010 partecipa al bando della Statale di Milano, per ricercatore a tempo indeterminato, classe di Storia del teatro; il Tar Lombardia accoglie il suo ricorso annullando gli atti della commissione, rea di aver “svalutato e omesso titoli” e di aver ritenuto negativa anziché elemento di merito, la sua “forte specializzazione”. Dopo l’appello, anche il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar Lombardia. La nuova commissione persevera nel giudizio negativo: non tiene in considerazione le sentenze e riesce persino a perdere per strada i volumi già contati dalla precedente commissione, un esempio della bizzarra aritmetica dei concorsi universitari. I giudici allora dispongono che l'ateneo nomini una nuova commissione. Passano quasi tre anni senza che questa venga nominata (alcuni commissari sono già in pensione, altri vengono decimati da malattie e rinunciano). Dopo un tentativo di cancellazione del posto (a cui il Tar risponde con un significativo riconoscimento del diritto della ricorrente a “essere giudicata”), la vicenda volge al suo epilogo. La nomina di un commissario ad acta riconosce i titoli della candidata come “nettamente superiori”. Il Tar evidenzia l’elusione del giudicato e l’inerzia dell’Università; a questo punto il Rettore rompe gli indugi e riconosce la Monteverdi - per decreto - vincitrice del concorso, dopo ben 7 anni di lotta.

(fonte: Repubblica.it)

Adamo Domenico Rombolà

Ricercatore, 52 anni, si occupa di AgroEcologia e Biodiversità, sviluppo di sistemi agrari efficienti nell’impiego delle risorse naturali, resilienti, longevi. Ha partecipato nel 2012 all'abilitazione nazionale da professore associato per poi accedere ai concorsi nella sua disciplina, Arboricoltura e Coltivazioni arboree. Ma la commissione ha stravolto il giudizio prima ancora di pubblicare i risultati, dopo essere stata sollecitata a una generica ed "irrilevante" revisione dal Miur. Fa ricorso, il Tar e il Consiglio di Stato gli danno ragione ma non basta. Ammesso con riserva al concorso bandito a livello locale dall'Alma Mater ne denuncia le "irregolarità". Intanto ha ottenuto l'abilitazione, anche per la prima fascia.
"Emergono forti discrepanze tra i giudizi riportati nei verbali dei commissari e gli esiti delle valutazioni, ma per chi denuncia scatta l'isolamento. Io stesso ho vinto il concorso da ricercatore che non era stato "approntato" per me. E dopo me l'hanno fatta pagare. Questo meccanismo va sradicato del tutto nell'università italiana. E su questo faccio un appello. Chiedo giustizia e il ripristino della legalità violata". E' pienamente inserito nella comunità scientifica internazionale. Si batte contro lo spreco dei talenti e si oppone tenacemente ai velleitari tentavi di isolamento di coloro che hanno violato la legge puntando sull’impunità.
(fonte: Repubblica.it - ilfattoquotidiano.it) 

Agnese Rapposelli

Studiosa nel settore scientifico disciplinare di Statistica, titolare di un assegno di ricerca per 4 anni all'Università G.D'Annunzio di Chieti-Pescara ed autrice di numerose pubblicazioni su riviste di fascia A, ha conseguito l'abilitazione scientifica nazionale per il ruolo di professore associato nel settore di Statistica economica. Nel 2017, per ben due volte, il Tar ha accolto con formula piena (sottolineando il travisamento dei fatti) i suoi due ricorsi che contestavano alle rispettive commissioni la non abilitazione nei settori di Statistica e Demografia / Statistica Sociale. Ha impugnato l'esito di un concorso per ricercatore (3 anni) bandito dal Dipartimento di Economia aziendale, accolto pienamente nell'aprile 2018 dal Tar di Pescara che ha sottolineato "l’illegittima inclusione di titoli e l'erronea valutazione della produzione scientifica del controinteressato" da parte della commissione che "non si è attenuta alla disposizione del bando che le imponeva di procedere ad una “equilibrata” ponderazione dei criteri e dei parametri". L'ateneo di Chieti ha nominato una nuova commissione, di diversa composizione, che seguendo i parametri scritti in sentenza, l'ha dichiarata vincitrice del concorso. Ha preso servizio come ricercatrice al Dipartimento di Economia Aziendale dal 1 aprile 2019.
(fonte: ilCentro.it - ilmessaggero.it)

Pierluigi Siano

45 anni, professore associato di Ingegneria ha fermato il concorso per professore di prima fascia ("Sistemi elettrici per l'energia") bandito tramite avviso dall'Università di Salerno, il 14 dicembre 2016. E, dopo essere andato alla Procura di Nocera inferiore, ha costretto a dimettersi il presidente di commissione.
Da un primo controllo sulla prova è venuto fuori che un candidato (di quattro partecipanti) aveva co-firmato 113 pubblicazioni su 130 insieme al pro-rettore, il presidente di commissione appunto. Candidato e giudice legati dai lavori disciplinari. Il collegio d'ateneo - scoprirà la procura leggendo gli atti del bando - il 5 maggio scorso già conosceva i nomi dei candidati quando ancora non erano stati stabiliti i criteri. E, di fatto, "nuovi criteri sono stati aggiunti arbitrariamente", si legge nell'esposto del denunciante. Il concorso all'Università di Salerno è stato annullato.

(fonte: Repubblica.it)

Antonella Fioravanti

Lei lavora tutti i giorni nello stesso reparto a Reumatologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Siena con il professor Frediani. Lui è stato condannato per abuso d'ufficio per un concorso del 18 febbraio 2006, quello che gli aprì la carriera in ospedale.
La denunciante era proprio lei, sconfitta allora per quel posto da "associato". Il professor Frediani, in concorso con un membro della commissione (nel frattempo deceduto), aveva nel suo computer i cinque temi della prova didattica. Prima della prova. Ed era Frediani, candidato, a colloquiare via mail con i commissari e a costruire con loro il verbale con i giudizi.
La dottoressa ha deciso di rendere pubblica questa vicenda: "Il professor Frediani è stato condannato, non ha fatto appello, ma, blindato dall'Università di Siena, ha continuato a lavorare in corsia".

(fonte: Repubblica.it)

Cecilia Scoppetta

Studiosa di Architettura con dottorato in Urbanistica (e 85 pubblicazioni), oggi insegna tecnologia a scuola.
Nove anni fa scoprì che un concorso per ricercatore a tempo indeterminato bandito dall'Università di Roma Tre era stato già assegnato ad un'altra candidata, nipote di Enrico Garaci, andreottiano che fu sindaco di Roma per poche ore, già rettore di Tor Vergata.
L'architetta si presentò alla prova con altri quattro candidati (ventuno si erano ritirati prima) e assistette alla vittoria dell'altra candidata dopo scena muta. Denunciò tutto. Nel marzo 2017 la Procura di Roma ha rinviato a giudizio la vincitrice di quel concorso per aver prodotto falsi in quel bando e poi per il dottorato, l'abilitazione nazionale e in convegni.
Prosegue il suo contenzioso sia a livello amministrativo che a livello penale. Il processo è entrato nel vivo ad aprile 2019 con le ultime udienze.

(fonte: Repubblica.it)

Giulia Romano

Sul concorso denunciato nel 2017 dalla ricercatrice, per un posto di professore ordinario al dipartimento di Economia e management dell'ateneo di Pisa, è stata aperta un’inchiesta. Il sospetto è che la commissione d’esame avesse già deciso a priori chi far vincere e i magistrati vogliono capire se esiste un sistema di potere baronale che influisce sui concorsi pubblici.

Sospetti generati da una registrazione clamorosa nella quale il presidente di una delle commissioni esaminatrici sembra ammettere le presunte irregolarità. A registrarle il marito di Giulia, Andrea Guerrini, anche lui docente universitario, ma a Verona. Lei ha poi presentato una denuncia alla procura allegando oltre alla registrazione anche altri documenti. Sul caso, all'inizio del 2018, si è già espresso anche il Tar di Firenze, accogliendo pienamente il suo ricorso, dopo l’avvio di una indagine da parte della commissione etica dell’ateneo pisano, considerato tra i più validi d’Europa, finita però con un nulla di fatto. La giustizia amministrativa ha stabilito che debba essere nominata una commissione di diversa composizione per rifare il concorso, ma ad oggi tutto è rimasto bloccato.

(fonte: Corriere.it)

 

Paolo Voci

61 anni, è un medico cardiologo (e ricercatore) dell'ospedale universitario di Tor Vergata dal 2001, da quando i primi ambulatori ospedalieri sono stati aperti. Ha introdotto in Italia l’ecocardiografia transesofagea e intraoperatoria ed è consideratom a livello internazionalem un pioniere dell’ecocontrastografia miocardica.
Il dottor Voci ha denunciato come i concorsi nell'ateneo romano abbiano in media un solo candidato, il vincitore, e come il suo reparto sia stato svuotato di ogni potenzialità di ricerca per le scelte fatte dalla dirigenza dell'ospedale e in particolare dal professor Romeo: "Tutto questo ha portato un grave danno al percorso formativo di studenti e specializzandi".
Laureato all'Università romana della Sapienza e poi ricercatore alla Temple University di Philadelphia e alla University of Chicago, oggi dice: "Nel 2010 nove cardiologi, io compreso, hanno denunciato all'amministrazione di Tor Vergata le modalità padronali e nepotistiche in cui veniva condotto il reparto di Cardiologia, nessuno ci ha mai dato una risposta".

(fonte: Repubblica.it)

Federica Fernandez

La siciliana Federica Fernandez, esperta in Progettazione edilizia e restauro, direttrice di un Centro interdipartimentale su Nanotecnologie e coordinatrice di vari progetti europei e internazionali, partecipa nel 2010 ad un concorso per un posto di ricercatore a tempo indeterminato all'allora Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo, settore disciplinare Icar 12, Tecnologia dell'architettura. 

Nella prima sentenza del 2012 i giudici del Tar di Palermo avevano accolto il suo ricorso. stabilendo che la commissione aveva agito in modo non ponderabile e quindi al di là della legittima discrezionalità. 

Nella seconda sentenza, quella del 2015, i giudici del Tar avevano definito erronea e contraddittoria la valutazione della commissione, in particolare ricordando che non avrebbe mai potuto prendere visione della tesi di dottorato della controparte. 

Per la terza volta, il 14 gennaio 2019, i giudici hanno accolto il ricorso della coraggiosa collega perché la nuova commissione non ha valutato la consistenza complessiva della sua produzione scientifica, dell'intensità e della continuità temporale, senza applicare gli indici di valutazione delle pubblicazioni scientifiche utilizzati a livello internazionale. Un bel guaio per l'ateneo di Palermo.

(fonte: Repubblica.it)

Monica Lazzarin

La ricercatrice Monica Lazzarin, dopo una vita interstellare - quale membro, tra l'altro, della commissione Nasa postdoctoral program e partecipante a numerose missioni dell'Agenzia spaziale europea - dallo scorso 1 febbraio può insegnare "Astrofisica del sistema solare" ai suoi studenti di Padova. Nel concorso del marzo 2017 i tre membri della commissione giudicante l'avevano chiaramente sfavorita - lo dirà un Tribunale amministrativo regionale quattordici mesi dopo - consentendo a uno dei due candidati vincitori di presentare due pubblicazioni scritte insieme a due commissari. Gli arbitri universitari, ha sentenziato il Tar, avrebbero usato un "eccesso di potere" perché il giudizio "eccellente" calato sulla vincitrice, poi, si scontrava con il solo "ottimo" della candidata sconfitta e ricorrente, con la non attribuzione di punteggio per la Missione Rosetta. In altri passaggi i giudici parlano di "affermazioni prive di riferimenti oggettivi che, nel loro complesso, non contengono un raffronto effettivo tra le posizioni dei candidati". 

Dopo la sentenza del Tar del Veneto favorevole alla co-coordinator di Rosetta, l'Università di Padova ha istituito una nuova commissione al Dipartimento di Fisica e Astronomia, ha fissato il nuovo concorso e lo scorso 31 gennaio il rettore Rosario Rizzuto ha pubblicato il decreto di nomina dell'astrofisica a professore di seconda fascia 

(fonte: la Repubblica.it, Corriere.it)

Clarastella Vicari Aversa

ClaraStella Vicari Aversa, architetto e dottore di ricerca europeo, partecipa nel 2008 ad un concorso per ricercatore a tempo indeterminato nell’area disciplinare ICAR/14 - Composizione Architettonica e Urbana, bandito dall’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, facoltà di Architettura. 

Dopo l'accesso agli atti, fa ricorso e scopre che l'esito dello stesso era viziato da gravissime irregolarità. Lo dice la prima sentenza del Tar di Reggio Calabria che accoglie il suo ricorso. L'Università non rinnova l’intera procedura come previsto dal Tar, ma fa ripetere solo le due prove scritte. 

La ricercatrice si ripresenta al nuovo concorso, che si è svolto nel luglio 2009, con la stessa commissione: l'esito si ripete, con macroscopici errori, da cui nuovo ricorso e nuovo accoglimento da parte del Tar prima (nel dicembre 2010) e del Consiglio di Stato poi (nel dicembre 2011) che annullano nuovamente. 

Dopo 2 anni, nel giugno 2013, torna a far vincere lo stesso candidato, al quale i commissari copia-incollano i giudizi della commissione precedente, secondo la sentenza.

A questo punto, nel 2017, ClaraStella si trova costretta ad avviare un ennesimo ricorso per ottemperanza della sentenza, mai eseguita correttamente dall'ateneo, e anzi impugnata al Consiglio di Stato dalla stessa Università, impugnazione che viene subito respinta. Nel gennaio 2018 invia un’istanza al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con la quale chiede di nominare una commissione con una composizione ulteriormente diversa, visti gli esiti precedenti. Ma l'esito ancora una volta torna ad essere lo stesso. 

(fonte: Giornale di Sicilia, Gazzetta del Sud

Elena Ferretti

Il 21 gennaio 2019 la VI sezione del Consiglio di Stato ha emesso una sentenza importantissima contro una commissione dell'Università di Bologna e ha accolto per la terza volta consecutiva il ricorso di Elena Ferretti.

La vicenda risale al 2014, ad una chiamata diretta per la copertura di due posti di professore associato per il settore concorsuale 08/B2, Scienza delle Costruzioni, SSD ICAR/08-Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali. 

Il Tar per tre volte, ed il Consiglio di Stato già per due volte, in passato, avevano messo in evidenza la "manifesta irragionevolezza e illogicità della predeterminazione da parte della commissione", in riferimento alla valutazione sull'attività didattica (e quando aveva illegittimamente escluso la valutazione degli indici bibliometrici dei candidati). Anche questa nuova terza commissione, in modo manifestamente sproporzionato, e per l'ennesima volta, ha eluso di ottemperare al giudicato. Nello specifico - sottolineano i giudici - la commissione ha ancora una volta disposto parametri "in palese violazione del dictum giudiziale e della par condicio dei candidati".

A questo punto, la sezione del Consiglio di Stato non si è limitata ad una pronuncia generica ma ha deciso di tutelare fino in fondo il ricorrente ed ha indicato essa stessa i criteri che la commissione avrebbe dovuto e dovrà tenere in considerazione.

(fonte: Repubblica.it)

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