Uni Pisa: il Tar annulla il concorso per un posto a Linguistica e manda gli atti alla Procura

L'articolo di Pietro Barghigiani sul "Tirreno" del 17 ottobre 2019: i giudici amministrativi sospettano favoritismi per la candidata interna per un posto di Linguistica all'Università di Pisa, il consiglio di dipartimento deve prendere atto di quello che ha deciso la commissione tecnica, da "valutare eventuali ipotesi di reato".


Scrive "Il Tirreno":


"La commissione di valutazione giudica eccellenti titoli, curriculum e pubblicazioni del professore di fuori regione. Solo che poi il consiglio di dipartimento assegna il posto all'altra concorrente, interna all'ateneo. Un esito che il Tar boccia accogliendo il ricorso dell'escluso. Ma i giudici amministrativi vanno oltre le ragioni riconosciute al docente tagliato fuori. E mandano la sentenza alla Procura della Repubblica per chiarire se "il comportamento dei consiglieri diretto a favorire la candidata interna integri ipotesi di reato".

Non è il solito duello legale tra due aspiranti a un posto nell'ateneo pisano. Secondo il Tar potrebbero esserci anche dei reati nelle azioni del consiglio di dipartimento e poi del consiglio di amministrazione al momento di adottare una decisione che stride in maniera evidente con quella formulata dalla commissione tecnica. Una forzatura con possibili risvolti penali, lungo il perimetro dell'abuso di ufficio, per il concorso bandito dal dipartimento di Filologia e Linguistica per un posto di professore di prima fascia. Due i concorrenti. Uno già titolare di una cattedra fuori dalla Toscana, l'altra all'ateneo, che ha proposto ricorso incidentale. La commissione deve giudicare curriculum, titoli e pubblicazioni scientifiche dei due candidati. E' un incarico a chiamata, non ci sono esami da sostenere. Conta quello che hanno fatto a livello di ricerca e di didattica fino a quel momento. Per il professore escluso la commissione ha "lodato l'intera produzione scientifica del candidato mettendone in risalto l'alta originalità di taglio e contenuti. Si è parlato di "ricerche altamente originali e di prima mano" frutto di costante sinergia tra approfondita ricerca di archivio e analisi linguistica che gettano luce sulla linguistica moderna attraverso la grammatica storica evidenziando le dinamiche dei mutamenti linguistici. Il contributo a giudizio della commissione apporta un incremento alle conoscenze sull'italiano antico definito ingente dal punto di vista quantitativo ed eccellente sotto quello qualitativo per originalità, rigore metodologico e rilevanza di ciascuna pubblicazione". Tali apprezzamenti non si ritrovano nella valutazione operata sulla produzione dell'altra professoressa (...) La naturale conseguenza avrebbe dovuto essere quella dell'assegnazione del posto. E invece, il consiglio di dipartimento e po il Cda dell'ateneo, scelgono l'altra concorrente, già in forze all'università. Di qui il ricorso e la vittoria in primo grado con l'invio della sentenza da parte del Tar alla Procura (...) I membri del consiglio di dipartimento e del consiglio di amministrazione si sono discostati in maniera immotivata e incomprensibile, secondo i giudici, dalla valutazione dei tecnici sulla scelta del professore a cui assegnare il posto di prima fascia. Di sicuro l'incarico alla professoressa è stato annullato. E ora l'università deve ripartire dall'ultimo atto utile, la valutazione effettuata dalla commissione che definisce eccellente il lavoro del docente escluso. Conclude l'avvocato: "Il consiglio di dipartimento deve prendere atto di quello che ha deciso la commissione tecnica".


Leggi l'articolo su "Il Tirreno" del 17 ottobre 2019

Leggi la sentenza integrale del Tar Toscana del 10 ottobre 2019



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