TRA-ME contesta il Miur sul mancato commissariamento,CODACONS denuncia UniCT su elezioni del rettore

Aggiornato il: 19 lug 2019

Dopo i fatti dell'inchiesta "Università bandita" che hanno coinvolto, con l'ipotesi della Procura su gravi reati commessi ai concorsi, una ottantina di docenti, in larga maggioranza dell'ateneo di Catania, molti dei quali in posizioni apicali e sospesi dal loro lavoro, con interdizioni dai pubblici uffici recentemente confermate da parte del giudice, avevamo chiesto al MIUR - proprio per l'ECCEZIONALITA' e l'estrema gravità della situazione - di mettere in atto il commissariamento dell'Università di Catania.

Il Presidente del Consiglio Conte ha concordato con il Ministro Bussetti l'invio degli ispettori ministeriali, ma si tratta di una misura blanda e insufficiente.

Peraltro la risposta fornita da parte dell'ufficio stampa del Miur, ovvero che "l'ipotesi di commissariamento non ha fondamento giuridico" perché il ministero potrebbe commissariare un ateneo "esclusivamente per casi di dissesto finanziario", è del tutto infondata.

Al Ministero devono avere una certa carenza di esperti di diritto amministrativo e di legislazione universitaria. Nell'ambito dei più generali poteri riconosciuti al Miur di indirizzo e di coordinamento delle università, e in particolare nel decreto luogotenenziale del 1944, al Ministro è sempre possibile procedere, nel caso di "GRAVI MOTIVI" (citiamo testualmente il decreto) e reiterate violazioni di legge, al commissariamento degli atenei (in quanto enti pubblici). L'autonomia universitaria, riconosciuta e tutelata dalla legge, non può mai degenerare in irregolarità e illeciti. Il Miur, peraltro, aveva sostenuto in passato che non fosse giuridicamente legittimo inviare gli ispettori negli atenei (come accade nella scuola pubblica), e invece, come si è potuto ben vedere, non è così. Inoltre ci risulta che il Miur abbia emanato , sempre in un recente passato, note ministeriali addirittura in contrasto con le sentenze della giustizia amministrativa. Non è nuovo dunque ad affermazioni (e ad azioni) quanto meno discutibili. E' di tutta evidenza che si tratta non di una improcedibilità tecnica ma di una non volontà politica di fare un atto chiaro e inequivocabile vista la delegittimazione dei vertici dell'ateneo. Troppo facile costituirsi parte civile a cose fatte, dopo le indagini, ma occorrono atti e censure pubbliche chiare.

Intanto anche il CODACONS SICILIA si aggiunge ai soggetti che chiedono il rinvio delle elezioni universitarie del rettore ed ha chiesto spiegazioni al Ministero dell'Istruzione e al Presidente del Consiglio, oltre ad aver depositato un esposto all'Anac e una istanza di accesso agli atti amministrativi allo stesso ateneo.

Dopo aver appreso che il decano dell’Università di Catania, prof. Di Cataldo (protagonista in passato, come documentato sul nostro sito, di una vicenda di concorso irregolare che ha arrecato un danno erariale all'ateneo), ha convocato le elezioni per la nomina del nuovo rettore dell’università per il 23 agosto prossimo, l'Associazione dei consumatori, sezione siciliana, mediante l’avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’Ufficio Legale Regionale, ha avanzato seri dubbi sulla legittimità della procedura utilizzata dall'ateneo ed avallata dal ministero.

Da un punto di vista di legittimità giuridica il Codacons contesta la portata del Decreto Luogotenenziale del 7 settembre 1944 che è stato utilizzato dal decano, con l'avallo del Miur, per convocare d’urgenza le imminenti elezioni del rettore. Nello specifico viene contestata l’assenza di siffatto potere esercitabile dal decano, con richiesta di un intervento chiarificatore da parte del Miur e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiamando in causa anche l'Anac, Autorità Anti-corruzione, per una opportuna verifica del caso.

Infatti, l’eccezionalità e gravità dell’inchiesta, con le indagini ancora in corso e oggi con altri nuovi indagati, potrebbe esser tale da non rendere valide le indette elezioni universitarie, laddove, l’unico “organo accademico” competente ad avviare la procedura elettorale è il Senato accademico che non può essere convocato e presieduto da altri all’infuori che del rettore o del prorettore. Neppure a Tra-Me risulta che l'attuale decano sia stato nominato provvisoriamente rettore per decreto, dunque l'atto sarebbe giuridicamente illegittimo.

Allo stato, dunque, sia sotto un profilo di legittimità che di opportunità, poiché entrambi gli organi mancano, si imporrebbe l’intervento di organi superiori, in questo caso il Ministro, su autorizzazione del Consiglio dei Ministri.

Proprio per questo, per evitare ulteriori danni, sembra ragionevole il ricorso ad una fase commissariale che garantisca tutti i cittadini, nell'interesse stesso di professori, dipendenti e studenti, e consenta di fare chiarezza.

Ci uniamo dunque al Codacons Sicilia e chiediamo pertanto, a salvaguardia dei principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione, che le istituzioni, nella fattispecie le autorità ministeriali competenti, dispongano un tavolo tecnico finalizzato a vagliare la correttezza procedurale adottata, l’osservanza delle tempistiche per le suddette nomine, ed il rispetto della prioritaria esigenza di garantire sia la continuità dei servizi universitari, che una discontinuità rispetto i fatti di indagine, e per l’effetto avocare a loro i poteri gestionali dell’ateneo, sospendendo le convocate elezioni.

Aggiungiamo che, per la massima salvaguardia della trasparenza, il Codacons ha chiesto all’ateneo catanese l’ostensione documentale ex artt. 22 e ss. l. 241/90, nonché in forza della normativa su accesso civico e generalizzato, di atti, documenti, verbali ed ogni altro elemento dal quale si evinca la documentazione che ha determinato sia le dimissioni che le revoche degli incarichi, nonché ogni altro documento inerente la fase di convocazione della seduta del Senato accademico; infine, sono stati richiesti i documenti disciplinanti i requisiti soggettivi sia dell’elettorato attivo che dell’elettorato passivo in ordine alle imminenti contestate "elezioni balneari" del 23 agosto.

Su "Meridionews":

"Il Miur ha spiegato al nostro giornale di non potere procedere al commissariamento dell'ateneo per mancanza di «fondamento giuridico. Secondo la normativa vigente, il ministero dell'Istruzione può commissariare un ateneo esclusivamente per casi di dissesto finanziario». Scenario che non trova d'accordo l'associazione Trasparenza e merito fondata da Giambattista Scirè: «Nell’ambito dei più generali poteri riconosciuti al Miur, e in particolare nel decreto luogotenenziale del 1944, al ministro è sempre possibile procedere, nel caso di gravi motivi e reiterate violazioni di legge, al commissariamento degli atenei (in quanto enti pubblici). L’autonomia universitaria, riconosciuta e tutelata dalla legge, non può mai degenerare in irregolarità e illeciti».


Leggi il comunicato di Codacons Sicilia del 16 luglio 2019

Leggi l'articolo su "Meridionews" del 18 luglio 2019




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