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Schiaffo all’università che punisce il merito: caso Urga, anche il Consiglio di Stato condanna UniBG

Avevamo sollevato, tempo fa, in questo comunicato l'incredibile surreale storia di abusi e soprusi commessi dall'Università di Bergamo ai danni del prof. Urga, che poi era finita sui giornali. Due sentenze del Tar avevano già stabilito che l’accusa che aveva spinto l'ateneo a sospenderlo dal servizio era del tutto falsa, accertando la piena compatibilità dei suoi incarichi e disponendo l’immediato reintegro. I giudici avevano censurato l’ateneo per un “uso distorto del potere pubblico” e per l’adozione di norme regolamentari “parimenti illegittime verosimilmente introdotte ad personam”.

Ci eravamo mobilitati ed era venuta fuori una lettera in suo appoggio da parte di importanti docenti di università straniere, poi seguita da una valanga di firme a suo supporto da parte di colleghi italiani e soprattutto da parte di studenti.

L’epilogo della storia arriva ora ed è una sentenza del Consiglio di Stato che dà ancora e definitivamente ragione al prof per cui si erano mobilitati, insieme a Trasparenza e Merito, colleghi da tutto il mondo.

Adesso chiediamo le scuse dell'ateneo di Bergamo e di tutti quei colleghi che, per quieto vivere o opportunismo, si sono voltati (e si voltano sempre, in questi frangenti!) dall'altra parte.

Un caro augurio e un abbraccio al collega Giovanni. Forza e avanti!


Questo è l'articolo pubblicato sul Fatto quotidiano da Thomas Mackinson

Qui il testo della sentenza del Consiglio di Stato



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