Repubblica: Ingegneria senza pace a Bologna. Quel concorso che non trova i commissari

Ve lo ricordate il nostro comunicato del 22 maggio scorso dal titolo Uni Bo: "epidemia" improvvisa provoca le dimissioni in massa al concorso di Scienza delle costruzioni ?

Ebbene, il testo si concludeva - come forse ricorderete - con un indovinello del tipo: "Riuscirà, secondo voi, la milionesima commissione del settore di Scienza delle costruzioni a portare a termine i lavori eseguendo la sentenza dei giudici oppure si dimetterà in massa ancora una volta come tutte le altre?". E si accettavano scommesse.

Ovviamente la quarta commissione, come ricorda un articolo dal titolo Quel concorso che non trova i commissari, uscito oggi su "Repubblica" (ed. Bologna) a firma di Ilaria Venturi, si è anch'essa dimessa. Già in 14 docenti hanno rifiutato l'incarico, mentre già tre volte l'operato delle commissioni al concorso era stato bocciato dal Consiglio di Stato, che aveva specificato nell'ultima sentenza dei precisi parametri ai quali i commissari - che appunto si dimettono tutti a seguito di questa presunta epidemia accademica - si dovrebbero attenere tassativamente.

"Un caso spinoso - scrive la giornalista - finito ora sul tavolo del ministro dell'Università Marco Bussetti (...) I primi tre docenti incaricati rinunciano, contestando il fatto che i giudici abbiano già indicato i criteri di valutazione, sempre cambiati dalle precedenti commissioni e sempre a svantaggio della ricercatrice". Si tratta di Elena Ferretti, collega iscritta a "Trasparenza e merito".

Le risposte dei dimissionari sono quasi sempre tutte uguali, i professori si trincerano dietro al fatto che c'è poco tempo, 15 giorni secondo la sentenza, per una nuova valutazione. E di tre nomine in tre mesi si è arrivati a metà maggio a ben 14 docenti che hanno rinunciato all'incarico, mentre uno di loro declina affermando addirittura "di non aver ricevuto comunicazione dall'ateneo".

Surreale. Mai visto. A questo punto l'avvocata di Elena Ferretti, seguendo la prassi usata per il caso Scirè, ha scritto al ministro Bussetti e al viceministro Fioramonti per "chiedere un controllo di legalità" sulla vicenda. Intanto, oltre a questa lettera, è partito un nuovo ricorso in cui viene chiesto ai giudici di sostituirsi all'amministrazione universitaria, con il commissariamento, in quanto è venuto meno il rapporto di fiducia.

Il direttore del dipartimento Alberto Montanari ha dichiarato alla giornalista: "Dopo la terza sentenza abbiamo pensato di avvalerci solo di commissari esterni. Abbiamo fornito all'ateneo una prima lista di nove nomi, poi una seconda di altri nove, ora siamo arrivati agli ultimi tre: se si dovessero dimettere anche loro, dovremmo chiamare docenti dall'estero o di settori affini."

Bene, questo il quadro. L'indovinello, come volevasi dimostrare, è stato risolto. Ma portiamoci un po' avanti rispetto all'articolo di "Repubblica" di oggi.

Proprio poche ore fa è stata nominata una nuova commissione, formata da tre docenti, così siamo arrivati a 17, numero che evoca già di per sé tristi presagi: Claudio Borri, Francesco Marotti de Sciarra, Maurizio Angelillo.

Riformuliamo l'indovinello, che a questo punto più che un indovinello sembra una barzelletta: ce la faranno "i nostri eroi" a portare a termine la procedura concorsuale senza che l'epidemia, anzi questa specie di cancro diffusosi con metastasi ormai ovunque, falcidi la nuova commissione?

Aggiungiamo un appello, formulato a metà tra il serio e il faceto: visto che il direttore ha dichiarato di stimare tutti e tre i candidati allo stesso identico modo e che quindi sarebbe felice che tutto alla fine si risolvesse nel migliore dei modi, ovvero che la vincitrice più meritevole sia premiata, ma che anche gli altri docenti abbiano soddisfazione con gli altri posti messi a bando, e tenuto conto che c'è la probabilità che vengano chiamati docenti dall'estero e anche di altri settori, ci permettiamo di rivolgerci a tutti i docenti universitari in forza negli atenei italiani ed esteri, associati e ordinari che siano, affinché diano la loro disponibilità via e-mail all'indirizzo della nostra Associazione. A quel punto saremo noi volenterosi a girare amabilmente l'elenco con le disponibilità al povero direttore del dipartimento di ingegneria civile, chimica ambientale e dei materiali di Bologna, in modo tale da toglierlo dall'impasse e dall'imbarazzo.

Cosa non si fa - cari amici - per provare a salvaguardare il buon nome dell'Alma Mater, la più antica università del mondo occidentale.


Leggi l'articolo integrale cartaceo su "Repubblica" (ed. Bologna) del 29 maggio 2019

Leggi il decreto rettorale di nomina della nuova commissione del 29 maggio 2019



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