Provvedimento disciplinare e censura al collega Roson da UniVenezia per le critiche alla rettrice

Gli atenei d'Italia hanno iniziato una campagna di ritorsioni e censure attraverso lo strumento del procedimento disciplinare nei confronti di docenti che hanno fatto ricorsi e denunce sui concorsi e che non intendono piegarsi al "sistema di potere accademico", e attraverso una serie di querele temerarie nei confronti dell'associazione "Trasparenza e Merito" e del suo amministratore in qualità di responsabile dei comunicati che rendono pubbliche le ingiustizie, gli abusi e le illegittimità commesse nelle università italiane.

E' di oggi, pubblicata sul quotidiano di Venezia e Mestre "Nuova" (gruppo Gedi), con il titolo "Caso Medinskij, Ca' Foscari censura prof", la notizia di un procedimento disciplinare avviato da parte dell'Università Ca Foscari di Venezia nei confronti del collega Roberto Roson, docente di politica economica e membro dell'associazione, per aver criticato sui social la rettrice. Riportiamo qui uno stralcio dell'articolo e nel link trovate l'articolo integrale che contiene anche il post di FB incriminato. Aggiungiamo che, in questi giorni, ci è arrivata una lunga serie di segnalazioni di recenti procedimenti disciplinari, privi di qualsiasi fondamento (la maggior parte dei quali viene infatti archiviata, ma intanto i malcapitati sono costretti a difendersi con memorie, a rivolgersi ad avvocati pagandoli a proprie spese), avviati dall'Università di Foggia, dall'Università dell'Insubria, dall'Università di Roma La Sapienza, eccetera. Presto pubblicheremo un intero "dossier" in cui vi spiegheremo in cosa consiste questo metodo dell'uso indiscriminato del procedimento disciplinare accademico (che può essere avviato a sua discrezione da un rettore, con una commissione disciplinare di sua nomina, che viene comminato o meno dal consiglio di amministrazione, anch'esso di sua nomina, con il particolare che invece il rettore non può subire alcun procedimento disciplinare perché dovrebbe avviarlo contro se stesso), per far luce sull'ennesima modalità di azioni intimidatorie nei confronti di chi, nei fatti e non a parole, contrasta la Mala università.


"Caso Medinskij, Ca' Foscari è senza pace. Prof censurato per le critiche alla rettrice. Roberto Roson aveva criticato sui social la rettrice Lippiello, che risponde con un provvedimento del '33. Disappunto di Roson: "Hanno adottato un provvedimento di epoca fascista, non capisco".

Censurato per irregolare condotta dopo aver criticato in un post su FB l'onorificenza a Medinskij e accusato i vertici dell'ateneo che all'epoca lo avevano permesso. Si è concluso così il provvedimento disciplinare avviato dalla rettrice Tiziana Lippiello contro Roberto Roson, professore associato di politica economica di Ca' Foscari, che a inizio marzo aveva criticato (come tantissimi altri) l'onorificenza consegnata dall'ateneo nel 2014 (...) Roson non riesce a capacitarsi che per motivare la decisione la rettrice abbia fatto riferimento all'articolo 88 del Regio decreto del 31 agosto 1933 del Testo unico della legge sull'istruzione superiore, redatto in pieno periodo fascista e ancora in vigore. Per l'università Roson è colpevole di aver pubblicato un post contenente "pesanti accuse nei confronti dell'organo di vertice dell'ateneo pro tempore, aggravate dalla dimensione pubblica del messaggio postato sui social network" (...)

"Se l'ateneo mi avesse detto tranquillamente che era eccessivo l'avrei modificato, ma la modalità utilizzata la trovo intimidatoria" (...) Nei fatti si tratta di una sorta di "macchia di disonore" perché il post è ancora lì, ma con l'avvertimento che il provvedimento è nel fascicolo del professore. Sulla questione la rettrice ha fatto sapere di non aver nulla da commentare".


Leggi l'articolo integrale su "Nuova" (ed. Venezia e Mestre) del 30 giugno 2022