Procura di Roma chiede 2 anni e 10 mesi di reclusione per l'ex rettore di Tor Vergata Novelli

Tentò di corrompere due ricercatori ribelli. Chiesta condanna per l'ex rettore di Tor Vergata. Due anni e 10 mesi: è la richiesta del sostituto procuratore Mario Palazzi nei confronti di Giuseppe Novelli, già magnifico dell'ateneo romano. Il dispositivo di sentenza è previsto per il 19 ottobre.

L'articolo di Repubblica (ed. Roma)


"Offeso da due ricercatori "rompiscatole" che hanno osato ricorrere al Tar, sentendosi danneggiati dal "reclutamento" di altri due colleghi tra le file dei docenti dell'Università di Tor Vergata, l'allora rettore Giuseppe Novelli ha minacciato e tentato di corrompere i due oppositori. Ne è convinto il sostituto procuratore Mario Palazzi, che nei confronti dell'ex magnifico dell'ateneo romano ha chiesto una condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione.

Il primo ricercatore minacciato è Giuliano Gruner, docente di diritto amministrativo a Uni Pegaso. Il secondo è Pierpaolo Sileri, attuale sottosegretario alla Sanità.

Gruner, secondo le accuse formulate dalla procura, sarebbe stato vittima di un rettore che "abusando della posizione apicale rivestita" avrebbe compiuto "atti idonei consistenti dapprima nel far pervenire, tramite altri accademici e personale dell'università, a Gruner i motivi del suo forte risentimento, quindi nel minacciarlo direttamente di compromettere irrimediabilmente il suo futuro professionale".

"Non si tratta di un momento di nervosismo ma di un crescendo rossiniano che noi qualifichiamo come minaccia - ha detto in aula il pm Palazzi nella sua requisitoria - Novelli (parlando con Gruner nel tentativo di far ritirare il ricorso ndr) parte con un'affermazione di questo tipo: "Tutti quelli che hanno fatto causa all'università per me hanno chiuso". Ancora ribadisce "ma siamo matti, salta l'ateneo". Il pubblico ministero ha ricordato le parole di Novelli: "Con una concezione seicentesca dice "chi impugna i decreti rettori li impugna contro l'ateneo e contro me stesso. Qui la discussione è così: o lei ritira immediatamente questo ricorso o noi chiudiamo ogni contatto...lo sta chiedendo il rettore" il massimo organo di questo feudo culturale", sottolinea il pm. Le minacce sarebbero state diverse: "È un ricorso che io non accetto minimamente. La nostra avventura finisce in questo momento. Nel piatto in cui si mangia non si sputa. Sta facendo una causa contro il suo rettore. Non è mai accaduto". E ancora: "Lei per i prossimi anni si cerchi un altro ateneo". La minaccia, per l'accusa, è chiara: "O ritira il ricorso, oppure sparisca da qui".

La vicenda, che risale al biennio 2015-2016, vede tra i protagonisti anche l'onorevole Pierpaolo Sileri. A quel tempo era un "ricercatore universitario e professore aggregato in servizio presso quella università". E avrebbe ricevuto dal rettore la promessa di vantaggi professionali, come la nomina a professore associato e poi quella di docente ordinario. In cambio, però, avrebbe dovuto "recedere da tutte le iniziative di tutela anche in sede giurisdizionale". Precedentemente infatti Sileri aveva impugnato gli atti con cui era stato nominato un altro docente, censurando anche, "con una missiva indirizzata al Miur, una modifica regolamentare che di fatto, aveva impedito l'ottenimento di fondi per la ricerca che avrebbero potuto agevolarne la carriera". Per i pm si tratta di istigazione alla concussione.

"Come si distrugge la vita di un chirurgo? Allo stesso modo di come si distrugge quella di un calciatore, lo si lascia in panchina. In quell'università l'omertà era la parola chiave. Non ero io che mettevo zizzania, lì c'era un sistema. E' un fatto che io non faccio l'ordinario a Tor Vergata", aveva detto il sottosegretario alla Salute testimoniando in aula.

"Sileri e Gruner - ha detto in aula il pm - sono due rompiscatole, sono tignosi, hanno avuto un riconoscimento delle proprie qualità scientifiche e professionali, non sono due pazzi che si credono Napoleone. Sono un po' monelli, non accettano alcune logiche ataviche e pretendono che un giudice dica se hanno torto o ragione". Quella "pretesa" li ha portati allo scontro con il rettore Novelli. E i fatti accaduti successivamente adesso potrebbero portare alla condanna dell'ex magnifico."


Leggi l'articolo su "La Repubblica" (ed. Roma) del 21 settembre 2021