Padova: vince il concorso, il rettore approva gli atti ma il dipartimento non procede alla chiamata

Aggiornato il: 7 giu 2019

Questa non è la solita storia, tra le tante che abbiamo raccontato, di ordinaria follia sul reclutamento universitario. E' qualcosa di più. E' la mortificazione dell'istituzione universitaria stessa, la rappresentazione farsesca, per antonomasia, del presunto concorso pubblico. Ci chiediamo come sia possibile prendere in giro così i cittadini italiani, come possa un ateneo mettere a bando un concorso pubblico e poi se l'esito non è quello prestabilito , annullarlo come se nulla fosse, tutto sotto gli occhi attoniti dell'opinione pubblica, tutto fatto con soldi pubblici, a spese dei contribuenti. Ancora una volta, protagonista dello scandalo è l'Università di Padova, nella fattispecie il dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei", già assurto all'onore delle cronache di mala università in occasione della vicenda della nostra collega di "Trasparenza e merito" Monica Lazzarin, che alla fine dopo un contenzioso e una lunga battaglia, sostenuta e appoggiata dai suoi legali e dall'associazione, è riuscita ad ottenere il posto che le spettava. Stavolta oggetto e protagonisti sono: un bando sartoriale, un concorso svoltosi stranamente in modo regolare, un rettore che approva gli atti, un dipartimento che sembra voler rendere nulla la procedura perché non ha vinto il candidato predestinato.

Francesco Enrichi è anch'egli un collega iscritto alla nostra Associazione, che ormai annovera tra i suoi membri, sostenitori e iscritti più di 375 tra ricercatori strutturati e non, e docenti, molti dei quali associati e ordinari. Si tratta della parte migliore, il fior fiore per competenze e onestà, dell'istituzione universitaria sparsa in tutti gli atenei italiani. L'unica vera speranza per un futuro di cambiamento.

Oggi il collega (come si evince plasticamente dal curriculum vitae), assegnista di ricerca all'Università di Venezia, conta un Marie Curie Fellow, un Vinnmer Fellow, è un Energy-Group Committee Member and Member Inst. Physics (MInstP), oltre a possedere tre abilitazioni prima fascia in Fisica (02/B1) e Chimica (03/B1; 03/B2) e ben quattro in seconda fascia (03/A2 oltre alle tre precedenti). Ha inoltre al suo attivo più di 100 pubblicazioni, esperienza di progetti, ampia esperienza didattica ed esperienza biennale all'estero, numerose presentazioni a conferenze internazionali (circa 13 "invited" a congressi internazionali negli ultimi anni).

Alla fine del 2018 Francesco decideva di partecipare, con ottime chance di vincere, al concorso per ricercatore a tempo determinato di tipo B (con "tenure track") per il settore concorsuale 02/B1 "Fisica sperimentale della materia", settore scientifico disciplinare FIS /03 Fisica della materia, bandito sempre dal dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'ateneo di Padova. Nell'ottobre 2018 veniva nominata la commissione che nei mesi successivi portava a compimento la procedura in modo corretto e regolare e lo dichiarava vincitore del concorso. Il 19 aprile del 2019 (come da allegato) il rettore dell'ateneo padovano approvava gli atti e decretava di procedere alla chiamata. A questo punto però il dipartimento sembra mettersi di traverso. Ad oggi, dopo più di un mese e mezzo, non risulta pubblicata sul sito alcuna deliberazione a proposito della sua chiamata.

Come capite si tratta di un atto molto grave. La cosa che desta davvero sconcerto - a livello più generale - è il fatto che una università pubblica italiana, come è quella di Padova, metta a bando su proposta di un dipartimento un concorso pubblico per un posto di ricercatore e poi quando la commissione agisce in modo corretto, dichiarando vincitore il candidato più meritevole e non il candidato predeterminato, sulla base della profilatura del bando stesso, alla fine dell'esito della procedura concorsuale, si permetta di decidere, nonostante l'approvazione degli atti da parte del rettore, di chiedere l'annullamento della procedura.

Come dire, abbiamo scherzato. Ovvero come dire che il concorso è solo apparentemente pubblico, e quindi aperto a tutti i candidati con i requisiti per presentarsi, ma che in realtà, a tutti gli effetti, non c'è alcunché di pubblico e di aperto, ma si tratta di selezioni già decise: il vincitore deve essere solo quello predestinato. Altrimenti cosa succede? Si annulla tutto. Sarebbe come far giocare una partita di calcio e dopo la fine della stessa annullarne il risultato solamente perché non ha vinto la squadra di calcio che ha perso l'incontro. Un paradosso.

E' , in realtà, una situazione incresciosa che noi oggi, nell'interesse dell'istituzione università, quella con la U maiuscola, quella che si fonda sulla trasparenza e sul merito, e nell'interesse di tutti i cittadini e delle famiglie che pagano le tasse universitarie e che tengono in piedi la baracca, segnaliamo al Rettore in primis, e poi al Ministero dell'Università dell'Istruzione e della Ricerca questo incredibile caso che deve essere al più presto sbloccato e risolto nell'unica soluzione possibile e praticabile lecitamente: procedere alla chiamata di Francesco Enrichi per il posto da ricercatore messo a bando e da lui regolarmente vinto.

L'associazione "Trasparenza e merito" invita caldamente le istituzioni a intervenire quanto prima per evitare l'umiliazione e la mortificazione del merito al concorso padovano. Qualora ciò non accadesse consigliamo e appoggiamo il nostro iscritto Francesco ad inoltrare e depositare subito un ricorso al Tar e fare, contestualmente, un esposto alla Procura della Repubblica.

L'Università è un bene comune ed una istituzione millenaria che rappresenta un microcosmo di quello che è realmente il nostro paese. Da essa passa la parte migliore delle future professionalità e la futura classe dirigente del paese, ragion per cui senza selezioni concorsuali e procedure di valutazione nel reclutamento universitario legali, trasparenti e fondate solo ed esclusivamente sul merito, sarà impossibile poter garantire un futuro migliore e decente ai nostri figli. Il danno economico e scientifico provocato da certi comportamenti di dipartimenti, commissioni , atenei è incalcolabile.


Leggi il decreto di approvazione degli atti da parte del rettore

Leggi l'allegato al bando di concorso




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