Lettera-memoria del Prof. Bausi per un concorso da ordinario di Letteratura italiana all'Uni Padova

Un concorso di Letteratura italiana per un posto di prima fascia (professore ordinario) bandito dall'Università di Padova il 25 settembre 2018.

Pubblichiamo l'incipit e la conclusione della Lettera-memoria del Prof. Francesco Bausi, partecipante a quel concorso, inviata alla nostra Associazione e all'Osservatorio indipendente sui concorsi universitari.


"Sono professore ordinario di Filologia della letteratura italiana presso l’Università della Calabria dal 2006, dopo essere stato, sempre in quella Università, ricercatore di Letteratura italiana (1995-2000) e professore associato di Letteratura dell’età medievale, umanistica e rinascimentale (2000-2005). Il mio caso riguarda un aspetto particolare della questione dei concorsi universitari in Italia, cioè i trasferimenti da una sede all’altra, oggi possibili solo attraverso la partecipazione ai normali concorsi banditi dalle varie sedi per la stessa fascia nella quale si è inquadrati. Non si tratta di un aspetto meno rilevante di quelli riguardanti l’ingresso dei giovani nell’università o le progressioni di carriera di chi sia già strutturato: senza trasferimenti, cioè senza mobilità, i dipartimenti si trasformano in asfittiche strutture dinastiche nei quali gli allievi succedono sempre ai maestri, o in “uffici” nei quali le carriere degli interni sono automatiche e “protette”, perché sottratte a qualunque reale competizione.

Le logiche concorsuali oggi dominanti in Italia rendono pressoché impossibile il trasferimento, perché questo comporterebbe la bocciatura dei candidati interni che, inquadrati in un grado inferiore, partecipano per essere “promossi” a quello superiore. In tal senso, la situazione del docente che aspiri a trasferirsi non è diversa da quella del giovane che per la prima volta aspira a entrare nell’università come ricercatore: in entrambi i casi ci si scontra con la predeterminazione dell’esito stabilita dal dipartimento a vantaggio del candidato interno e messa in atto dalle commissioni con l’aiuto di una compiacente normativa (come illustrato da Walter Lapini sul «Corriere della Sera» il 10 giugno e da Filippomaria Pontani sul «Fatto Quotidiano» il 30 giugno 2019). In tale modo viene leso il diritto di tutti i candidati a concorrere con le medesime possibilità di successo e muovendo dalle medesime condizioni di partenza.

Insegnando io da 24 anni nella medesima sede, è mia legittima aspirazione spostarmi altrove, per potermi misurare, nella didattica e nella ricerca, con nuovi ambienti e nuovi colleghi. Eppure, i miei tentativi si sono sempre scontrati con il “sistema” appena descritto.

In passato ho evitato di fare ricorsi: questa volta, però, è stato a mio avviso superato il limite oltre il quale non è dignitoso tacere. E dunque, in data 28 giugno 2019, il mio avvocato ha inoltrato ricorso presso il TAR del Veneto in merito all’esito del concorso in questione, i cui atti sono stati approvati con decreto rettorale in data 30 aprile 2019.

Al concorso di prima fascia di Letteratura italiana bandito presso l’Università di Padova in data 25 settembre 2018 si sono presentati tre concorrenti: il sottoscritto prof. Francesco Bausi (58 anni), il prof. ***X (50 anni) e il prof. ***Y (62 anni), questi due ultimi associati di Letteratura italiana presso l’Università di Padova. La bibliografia da me allegata al curriculum comprende in tutto 321 pubblicazioni: 12 monografie, 13 edizioni in volume, 15 curatele, 201 articoli su rivista, in volumi miscellanei o atti di convegni, 39 voci di enciclopedie o schede di cataloghi, 35 recensioni, 6 articoli apparsi su quotidiani o siti internet (limitatamente, tra questi ultimi, a quelli pertinenti al settore oggetto del concorso). La bibliografia del prof. ***X comprende in tutto 92 pubblicazioni: 3 volumi, 81 fra contributi in volume, articoli su rivista e voci di enciclopedia, 8 curatele. La bibliografia del prof. ***Y comprende in tutto 114 pubblicazioni: 7 volumi, 99 fra saggi in volume, articoli su riviste, schede di catalogo e recensioni, 8 curatele. Ricapitolando: Bausi: 321 pubblicazioni, fra cui 25 volumi; ***X: 92 pubblicazioni, fra cui 3 volumi; ***Y: 114 pubblicazioni, fra cui 7 volumi.

La graduatoria finale del concorso è stata la seguente:

***X: punti 81

Bausi: punti 77

***Y: punti 77.

Questo risultato è frutto di valutazioni e di giudizi che denotano una palese disparità nel metro di valutazione dei candidati (...)

In attesa di più profonde e ormai indifferibili riforme dei meccanismi concorsuali (che istituiscano criteri nazionali e unici di valutazione, e che aboliscano il tetto massimo delle pubblicazioni che un candidato può presentare, vero e proprio baluardo dell’antimeritocrazia), la sola misura che possa essere invocata – ove il TAR non provveda a un ribaltamento della graduatoria finale, ingiungendo all’Università di Padova di disporre la mia chiamata – è il sorteggio di una nuova commissione in sede nazionale tra tutti gli ordinari della disciplina. Stupisce – ma dovrei dire piuttosto: non stupisce – che gli atenei rifiutino di adottarla, così rifiutando di ottemperare alle norme ANAC e ministeriali contenute rispettivamente nell’Aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione e nell’Atto di indirizzo della Ministra Sen. Valeria Fedeli avente ad oggetto l’aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione – Sezione Università –, approvato con Delibera ANAC n. 1208 del 22 novembre 2017.


Firenze, 4 luglio 2019".


Leggi la lettera integrale pubblicata da "Osservatorio indipendente sui concorsi universitari"



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