La denuncia di Gelsomino: rinvio a giudizio per Stefano e Dei, alla sbarra anche altri 7 docenti

Del suo caso, al centro di "Concorsopoli" a Medicina di Firenze, ne avevamo parlato più volte qui sul sito di Trasparenza e Merito e se ne parla nel libro Mala università (nel capitolo intitolato "Effetto domino").

Come dà notizia l'articolo di Repubblica, si è chiusa con una raffica di rinvii a giudizio l'udienza preliminare sulle irregolarità e gli illeciti che sarebbero stati commessi, secondo la Procura e adesso anche secondo il Tribunale (Gup), al concorso per associato di cardiochirurgia di Careggi, vinto nel dicembre del 2018 dal professor Pierluigi Stefano.

Il Tribunale di Firenze ha mandato a processo ben 9 persone, tra cui lo stesso Stefano, l'ex rettore Luigi Dei e la ex dg di Careggi Monica Calamai. Stessa sorte per altri nomi importanti della sanità toscana, come l'ex prorettore Paolo Bechi, il direttore del dipartimento oncologico e primario dell'urologia oncologica, Marco Carini, l'ex direttore del dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell'Università di Firenze, Corrado Poggesi, e il professor Niccolò Marchionni, direttore del dipartimento cardiovascolare e primario della cardiologia di Careggi. A processo anche i membri della commissione che aggiudicò il bando, i professori Roberto Di Bartolomeo di Bologna ed Andrea Maria D'Armini di Pavia.

L'inchiesta, come ricorderete, è partita sulla scia di un esposto del medico "sconfitto" al concorso, il professor Sandro Gelsomino, ex cardiochirurgo di Careggi e ora ordinario nella prestigiosa Università di Maastricht; il caso era finito sui giornali (si ricorda un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere) e anche al Tar, che però non aveva ravvisato particolari vizi amministrativi. Di diverso avviso è stata la Procura che, dopo le indagini di squadra mobile e guardia di finanza, coordinate dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, avrebbe scoperto le manovre per alterare i parametri di scelta dei candidati e cucirli addosso a Stefano.

Le accuse non riguardano solamente la predeterminazione e la turbativa del concorso ma anche la tentata concussione nei confronti di un altro cardiochirurgo in servizio a Firenze, il professor Massimo Bonacchi, professore associato di chirurgia cardiaca, che avrebbe subito pressioni da alcuni degli indagati per citare come coautore delle proprie pubblicazioni lo stesso Stefano: un escamotage per gonfiarne il curriculum e spianare la strada alla vittoria del concorso.

Quello che qui preme sottolineare, più che i rinvii a giudizio o le condanne, sono i danni che la Mala università - simboleggiata molto bene dal caso dei concorsi truccati di medicina a Firenze - arreca alla società, attraverso comportamenti "criminali" di fatto e negli effetti, e con un sostanziale peggioramento delle condizioni di vita della maggioranza dei cittadini e degli studenti.

In primo luogo la Mala università determina l’abbassamento delle competenze scientifiche, quindi un danno vivo sulla loro pelle nel percorso degli studi.

In secondo luogo, provoca la scomparsa di valori quali onestà, legalità, coerenza con gli scopi istituzionali.

In terzo luogo, fidelizza docenti e ricercatori agli interessi privatistici del sistema di potere accademico contro l’università intesa come bene pubblico.

In quarto luogo, induce un illecito assorbimento di denaro pubblico, messo a servizio della corruzione accademica, e sottratto ai settori nevralgici più delicati e produttivi della società (come piccole e medie imprese, alle partite iva).

Come capite il danno che questo sistema di potere accademico, che agisce attraverso metodi illegali e linguaggi spesso mafiosi, provoca alla cittadinanza è inestimabile. Per questa ragione il nostro invito alla cittadinanza e alla parte buona del mondo accademico che pure esiste è di denunciare con forza gli abusi, alla magistratura e pubblicamente, e di collaborare alla nostra proposta di una radicale riforma del sistema universitario. Al più presto, prima che sia troppo tardi.

Noi di Trasparenza e Merito abbiamo le soluzioni.

E’ un altro giorno importante, da Firenze, per la giustizia e per l’università: da oggi c’è la certezza che chi abusa e delinque ai concorsi universitari avrà processi e condanne.

Avanti così, dunque, per cambiare l’università!


Leggi l'articolo integrale su "La Repubblica" (ed. Firenze) del 4 ottobre 2021