Illegittima la cattedra della prof che intanto fa carriera all'ateneo di Pisa

Aggiornamento: 11 lug

Per il Consiglio di Stato il contratto di lavoro con l'Università di Pisa dovrebbe essere revocato. La segnalazione di Trasparenza e Merito. L'articolo di Piero Barghigiani sul "Tirreno". Ne pubblichiamo alcuni stralci.


"PISA. Per il Consiglio di Stato l'ateneo di Pisa avrebbe dovuto revocarle il contratto di lavoro per l'illegittimità di un concorso vinto e poi annullato. Un vizio originario da cui tutto discende. Non solo la docente associata è ancora al suo posto e in un ruolo apicale, ma era anche tra coloro che ha approvato il concorso da ordinario che ha avuto il via libero del dipartimento. Da potenziale licenziata a prossima candidata a una cattedra superiore. Il caso (...) è stato segnalato dall'associazione "Trasparenza e Merito" che da anni monitora e denuncia storture, spesso da codice penale, nel reclutamento e nelle carriere universitarie.

In una lettera inviata al rettore Paolo Mancarella, al direttore del dipartimento di Veterinaria, alla Corte dei conti e all'Anac, Giambattista Scirè, amministratore del blog, parte dalla premessa fissata dal Consiglio di Stato sulla mancata "estinzione del rapporto di lavoro tra la controparte e l'ateneo pisano", sottolineandone la responsabilità nel non aver portato alle definitive conclusioni l'estinzione del rapporto instauratosi con la vincitrice della procedura annullata. La docente è diventata associata "beneficiando dell'attività svolta sulla base di una procedura illegittima e annullata con effetti ex nunc", scrive il Consiglio di Stato (...). La commissione di programmazione del dipartimento di scienze veterinarie ha deliberato l'attivazione di una procedura concorsuale per professore ordinario tra chi risulta associato. E la professoressa era la segretaria verbalizzante. Denuncia Trasparenza e Merito: "Il documento è stato approvato all'unanimità consentendo il passaggio da professore associato a professore ordinario nel settore così rendendo possibile un ulteriore avanzamento di carriera". Al rettore viene chiesto "di conoscere le ragioni di tale comportamento omissivo delle pronunce definitive rese in sede giurisdizionale e quali misure si intendono adottare per ripristinare la situazione di legalità; di conoscere quali siano state le deliberazioni della commissione etica dell'Università di Pisa su tale vicenda con la sentenza del 2018 che ha ritenuto "disatteso nella procedura in esame" e in ottemperante l'amministrazione universitaria alle decisioni del Consiglio di Stato". Alla base di una vicenda che dura da oltre dieci anni c'è l'accertata impossibilità per la professoressa di partecipare nel 2011 al concorso vinto e poi annullato. Era prima la convivente e poi la moglie di un professore di ruolo nello stesso dipartimento (...) Quello che l'associazione Trasparenza e Merito rileva da tempo è la mancata esecuzione delle sentenze da parte delle università. Ora arriva la procedura per diventare ordinari, con la professoressa che potrebbe dare ancora carriera grazie all'ateneo che ignora le sentenze della giustizia amministrativa".


Leggi l'articolo integrale su "Il Tirreno" del 8 luglio 2022

Leggi il precedente articolo sul "Tirreno" e la sentenza del CdS (2019), ripresi nel precedente comunicato di Tra-Me

Leggi la successiva sentenza del Consiglio di Stato del 2020