Il Piccolo:"UniTrieste: vince la cattedra dopo 35 anni, ora l'ateneo rischia un Salasso da 250 mila"

L'articolo di oggi sul "Piccolo" (ed. Trieste) intitolato "Vince la cattedra dopo 35 anni. E ora l'ateneo rischia il salasso". Il Tar dà ragione allo psichiatra Poldrugo contro l'Università di Trieste: l'ultima parola al Consiglio di Stato. Il Codacons: "Docente perseguitato. Danno erariale, urge un commissario". In ballo un maxi risarcimento da 250 mila euro.


"Il professore triestino Flavio Poldrugo, dal '75 assistente alla cattedra di Clinica psichiatrica e poi insegnante associato, ha vinto la battaglia legale cominciata più di un quarto di secolo fa per ottenere lo status giuridico di docente di ruolo. Il Tar gli ha dato ragione, anche se sono passati tanti anni e lo psichiatra è ormai in pensione, riconoscendogli il diritto alle differenze retributive e pensionistiche, oltre a un risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali da oltre 250 mila euro. La cattedra di professore di ruolo alla facoltà di Medicina dell'Università di Trieste era rimasta un sogno per i ripetuti "no" delle commissioni, ma lo psichiatra triestino aveva sempre ritenuto che quei responsi fossero ingiusti e di avere tutti i requisiti, in particolare per i suoi studi scientifici nel settore dell'alcolismo, portati avanti anche con test sui topi.

C'è un però: il professore, che ha attualmente problemi di salute, non ha ancora visto un centesimo. Il contenzioso cominciato nel 1993 e proseguito a colpi di ricorsi, controricorsi e appelli, resta aperto perché i soldi dovuti non sono ancora stati pagati e l'Avvocatura ha di nuovo presentato ricorso proprio per bloccare il risarcimento danni, mentre il verdetto che ha assegnato a Poldrugo la cattedra non è stato impugnato. L'ultima sentenza è del 1 agosto di quest'anno: il Consiglio di Stato ha ordinato di versare subito quantomeno 49.504 euro a titolo di indennizzo, mentre è previsto non prima del marzo 2020 il giudizio di ottemperanza sul maxirisarcimento. Ieri il Codacons ha deciso di prendere una posizione pubblica sulla vicenda chiedendo addirittura la nomina di un commissario e l'intervento della Corte dei conti per danno erariale, oltre a presentare Poldrugo come vittima di una condotta "persecutoria". Il caso nasce all'inizio del 1984 quando il professore prese parte al concorso per associato. "La Commissione esaminatrice - ricorda il Codacons in una nota - valutando i suoi titoli , esprimeva giudizio favorevole, sottolineando "la precisione metodologica e il valore euristico" dei suoi lavori sull'alcolismo. Conseguita l'idoneità a professore associato , con riserva di conferma in ruolo alla scadenza di un triennio, Poldrugo aveva continuato principalmente l'attività scientifica e didattica nel settore dell'alcolismo. Alla scadenza del triennio, tuttavia, la Commissione esaminatrice si era espressa sfavorevolmente sulla conferma in ruolo, ritenendo l'alcolismo solo marginalmente pertinente alla psichiatria, pur ammettendo la rilevanza del problema nel Friuli Venezia Giulia". L'avvocato di Poldrugo chiede di pagare immediatamente le somme dovute , pena un nuovo ricorso con richiesta di nomina di un commissario "ad acta" che si sostituisca all'amministrazione per dare seguito alle sentenze". Nel giudizio risarcitorio il danno patrimoniale era stato quantificato in 194.204 euro. Il danno non patrimoniale toccava i 60 mila euro. I legali di Poldrugo hanno chiesto adesso anche il pagamento come sanzione di 500 euro per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione dell'ordinanza . (...) Dice il rettore Di Lenarda: "Quanto i giudici hanno accolto i ricorsi e annullato i giudizi negativi delle Commissioni, l'Ateneo ha sempre prontamente riammesso in servizio il docente e gli ha corrisposto gli stipendi. Solo di recente il Tar ha deciso di "sostituirsi" alle Commissioni ministeriali e di riconoscere , ora per allora, la conferma nel ruolo. Si è aperta una complessa partita economica che ha imboccato anche le vie di una possibile transazione: oltre all'Ateneo, è coinvolto il ministero dell'Università, proprio perché ministeriali erano le Commissioni (...) All'Università non si rimprovera nulla: ha agito per atti dovuti a fronte delle decisioni delle Commissioni e ha sempre dato seguito, tempestivamente, alle decisioni dei giudici".


Che dire. E' sempre la solita storia. 250 mila euro (di cui 60 il danno non patrimoniale) di possibile risarcimento danni per colpa della condotta di un ateneo, tutto sulle spalle dei cittadini e dei contribuenti. Salasso per l'ateneo? No, affatto. Il punto è che non è l'ateneo, ma sono i cittadini che ne pagano le conseguenze in termini economici, dalle loro tasche. Vediamo sui giornali ormai un caso di mala università al giorno. I legali del professore, che si trova in pessime condizioni di salute, hanno chiesto adesso anche il pagamento come sanzione ulteriore di 500 euro per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione dell'ordinanza. La responsabilità, dopo che le tante sentenze della magistratura hanno accertano i danni, viene sempre rimpallata (l'ateneo dice che la colpa è stata delle commissioni ministeriali). Inoltre l'ateneo dice che ha sempre eseguito regolarmente ma non si capisce allora la ragione per cui i giudici lo condannano a pagare. Intanto la triste e drammatica realtà dei fatti è che un docente universitario per decenni - come sostiene il Codacons e come purtroppo è accaduto a tanti altri che non hanno avuto la forza né il coraggio di denunciare - è stato umiliato, isolato, perseguitato.

E' necessario un cambio assoluto di passo: il Miur, d'ora in poi, dovrà controllare i tanti bandi sartoriali e sanzionare le tante malefatte degli atenei, senza sé e senza ma. Ne va dell'immagine stessa dell'intera istituzione, ne va della credibilità di un intero paese.


Leggi l'articolo cartaceo integrale su "Il Piccolo" (ed. Trieste) del 6 settembre 2019

Leggi la sentenza del Tar Trieste del 19 aprile 2019

Leggi la sentenza del Consiglio di Stato del 1 agosto 2019



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