Corte dei Conti: UNIVERSITA', in 8 anni +41,8% FUGA DEI CERVELLI. Vera ragione: anti-meritocrazia

E' impietoso il contenuto del Resoconto (o referto) sul sistema universitario italiano pubblicato dalla Corte dei Conti, qualche giorno fa. Le ragioni, come voi che seguite la nostra associazione e il nostro sito, sapete benissimo, sono dovute ad un sistema accademico anti-meritocratico, chiuso, non trasparente, gerarchico, clientelare e provinciale (sul fronte del reclutamento dei docenti vincono nel 90% dei casi dei concorsi i predestinati, raccomandati, "interni"; sul fronte della "governance" feudale e anti-democratica, sul fronte dello scambio tra università e mondo economico e della società c'è un distacco totale), con un abbassamento inesorabile del livello scientifico dell'offerta didattica e della ricerca. Questo induce i giovani studenti e i giovani studiosi a fuggire. Le inchieste delle Procure in vari atenei d'Italia, le intercettazioni degli inquirenti sulle conversazioni dei docenti che preparano i bandi dei concorsi, le più di 5 mila sentenze amministrative (Tar e Consiglio di Stato) su ricorsi fatti da candidati (dal 2014 ad oggi), spiegano, meglio di qualunque altra cosa, le ragioni di questa "debacle" complessiva.

I cervelli in fuga sono sempre di più: +41,8% in 8 anni, un numero spropositato e drammatico. La Corte dei Conti scrive senza mezzi termini: «Poche prospettive di lavoro e paghe inadeguate. Per gli stessi motivi molti giovani scelgono di non completare il loro percorso di studi. La laurea non offre possibilità d’impiego maggiori rispetto a quelle di chi ha un livello di istruzione inferiore»

Negli ultimi 8anni l’Italia ha visto un forte aumento del fenomeno della fuga di cervelli. Le cause sarebbero da ricercare nelle «persistenti difficoltà di entrata nel mercato del lavoro» e nel fatto che «la laurea non offre possibilità d’impiego maggiori rispetto a quelle di chi ha un livello di istruzione inferiore». E proprio per via delle «limitate prospettive occupazionali», correlate a una «remunerazione non adeguata», sempre più laureati lasciano il Paese.

La causa reale, come voi che ci seguite, sapete bene è un'altra: il sistema di potere accademico con la cooptazione clientelare taglia fuori dall'università e dalla ricerca le menti migliori, costrette a cambiare mestiere, ad andare a cercare fortuna all'estero oppure a dedicarsi alla ricerca con i privati, con grande danno per il servizio e il sistema pubblico. Favoritismi, clientelismi, raccomandazioni, corruzione (in tanti casi) avvengono appunto con utilizzo di risorse pubbliche.

La Corte dei Conti quantifica questo aumento in un +41,8% rispetto al 2013, come riportato nel rapporto (che trovate nel link in fondo) sul sistema universitario 2021. I giovani laureati (ma il discorso vale anche per i giovani studiosi messi ai margini dal "sistema di potere" accademico), nella gran parte dei casi, sanno di dover lasciare l’Italia per sperare in un futuro lavorativo quantomeno dignitoso. Per arrivare a comprendere quanto importante è questo fenomeno, la Corte dei conti ha analizzato numerosi fattori e ha tenuto conto di aspetti come il finanziamento, la composizione, le modalità di erogazione della didattica, l’offerta formativa e il ranking delle università italiane (98 atenei di cui 67 statali, che comprendono 3 scuole superiori, 3 istituti di alta formazione, 31 università non statali, di cui 11 telematiche). La conclusione è che, con il passare degli anni, la tendenza dei neolaureati e degli studiosi a lasciare l’Italia per la prospettiva di un futuro migliore altrove cresce in modo costante e va di pari passo con il fenomeno degli studenti che preferiscono non portare a compimento i propri studi universitari per via delle scarse possibilità di un lavoro decente nel nostro Paese. Un quadro che dovrebbe preoccupare seriamente le istituzioni italiane. "Trasparenza e Merito" ha pronte (ed ha già pubblicato sul sito e sui giornali) delle proposte chiarissime di riforma radicale dell'università, a costo zero. Purtroppo le forze politiche, il governo, il ministero dell'università, continuano in modo miope ed autolesionista (perché ostaggio dell'Accademia clientelare che esiste dentro le stesse forze politiche e al governi, incistate nei ministeri) con le soluzioni mandate avanti negli ultimi decenni che hanno portato al disastro attuale.


Leggi il comunicato della Corte dei Conti e il report