Condannato il Rettore di Foggia, ma l'ateneo modifica il Codice etico per evitare la destituzione


Giunge la prima condanna da parte del Tribunale di Foggia nei confronti del Rettore dell’Università di Foggia e del Direttore del dipartimento di Agraria, per una diffamazione perpetrata ai danni del prof. Matteo Alessandro Del Nobile, ordinario nello stesso dipartimento e destinatario di una sanzione disciplinare (punito all'epoca con la sospensione della retribuzione di 4 mensilità) già sospesa, annullata e definita dal Tar Foggia “pretestuosa e spropositata”.

Nei confronti del Rettore e del Direttore del dipartimento è stato emanato un decreto penale di condanna alla pena pecuniaria (in sostituzione di quella detentiva), nei confronti del quale sembra già certa l’opposizione da parte dei due condannati, che avrebbero richiesto di essere rinviati a giudizio ordinario.

Nel frattempo il Senato accademico, con la partecipazione degli stessi due condannati, modificando il Codice etico ha rimosso la norma che avrebbe potuto condurre alla destituzione dalle rispettive cariche. Le altre indagini in corso sulla gestione dei fondi da parte del Rettore dell’Università di Foggia sono numerose e in fase avanzata, per le quali si attende l'esito.

È interessante evidenziare come ad un Ateneo sia permesso di modificare, come nel caso del Codice etico sopra ricordato, le norme regolamentari di riferimento, non di rado con effetto retroattivo. Ad esempio, può accadere che, a concorso già in atto, si modifichino retroattivamente i requisiti per far parte delle commissioni, sanando la nomina di commissari privi dei requisiti. Questi e molti altri casi sono dettagliati in una interrogazione parlamentare presentata nella scorsa legislatura.

Si vedano gli articoli pubblicati sul quotidiano locale di Foggia "l'Attacco", il pezzo uscito qualche tempo fa sul "Fatto quotidiano" e il testo della sopracitata interrogazione parlamentare.


Leggi l'articolo su "l'Attacco" del 3 novembre 2018

Leggi l'articolo su "l'Attacco" del 6 novembre 2018

Leggi l'articolo sul Fatto quotidiano del 12 aprile 2018

Leggi il testo dell'interrogazione parlamentare




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