Cattedropoli Unifi: inchiesta su un altro concorso, sotto accusa altri 4 docenti, ora salgono a 16

Come si può leggere nell'articolo di oggi su "La Nazione", sono giunti nuovi avvisi di garanzia (sono arrivati a 16 nel complesso) per il noto concorso di anestesiologia all'Università di Firenze. Nel mirino degli inquirenti la commissione giudicante e l'ex prorettore dell'ateneo. L'accusa è abuso di ufficio.


Scrive Stefano Brogioni su "La Nazione":

"La cattedropoli di Careggi si allarga, e un altro concorso finisce nel mirino della magistratura. Con tre nuovi indagati, accusati di abuso di ufficio, con l'ex prorettore Paolo Bechi. Sono: un ordinario dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, un ordinario dell'Università della Campania "Vanvitelli" e un ordinario dell'Università di Palermo. Tutti membri della commissione che il 5 febbraio scorso, e cioè quando la "bomba" dell'inchiesta della procura di Firenze occupava le pagine di questo giornale, hanno scelto come vincitore del concorso bandito dal Dipartimento di Scienza della salute, settore anestesiologia, il dottor Romagnoli (estraneo alle contestazioni). I candidati erano due. A sfidare Romagnoli c'era il dottor Billotta, romano, docente a La Sapienza. La commissione sceglie "con deliberazione unanime" Romagnoli, un "interno" di Careggi. E' quel 5 febbraio che, secondo i pm, si configura il reato contestato (...) . Delle nuove accuse e delle tre nuove iscrizioni sul registro degli indagati, i protagonisti lo hanno appreso nei giorni scorsi, quando i pubblici ministeri hanno depositato un'altra richiesta (la seconda) di proroga delle indagini. A motivare la necessità di ulteriore tempo, sarebbe proprio la nuova contestazione, l'ultima in ordine cronologico ad arricchire un ampio castello accusatorio (...) Nella recente richiesta di proroga al Gip, si legge anche che da parte della procura "occorre procedere all'acquisizione dei documentazione inerente le procedure concorsuali oggetto della delega del 15 ottobre 2019 e all'escussione di due persone a conoscenza dei fatti". Dunque, l'inchiesta, nonostante siano passati i mesi, è ancora in piena fibrillazione. Gli indagati, con il passare del tempo e l'evolversi degli approfondimenti, sono saliti a 16."


Leggi l'articolo integrale cartaceo su "La Nazione" del 25 ottobre 2019



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