"Ancora tu..." ovvero i "furbetti" delle commissioni nei concorsi universitari

Aggiornato il: 2 ott 2019

"Ancora tu...ma non dovevamo non vederci più?", così cantava Lucio Battisti in una nota canzone.

In un comunicato di qualche giorno fa dal titolo "Folle università: docenti e rettori pigliatutto onnipresenti in commissioni di concorso", che ha riscosso molto successo tra i nostri lettori, avevamo riportato l'atto di indirizzo del Miur, avente per oggetto l’aggiornamento al Piano nazionale Anticorruzione, sezione Università, nel passaggio: "L’incarico di commissario in un concorso locale sia limitato a due procedure all’anno, eventualmente estendibile ad un massimo di tre per i settori di ridotta consistenza numerica. (p. 11)" ed avevamo riportato l'esempio di 3 docenti che avevamo definito "pigliatutto", onnipresenti nelle commissioni di concorso, perché presenti in 4-5 bandi dello stesso settore scientifico disciplinare nel corso dello stesso anno.

Ebbene siamo stati presi d'assalto da molte segnalazioni sull'argomento, che dimostrano che non si tratta affatto di casi isolati. In particolare un messaggio ci è parso degno di interesse, tanto che merita di essere riportato integralmente.

A proposito del nostro articolo, un collega ci scrive:

"Bazzecole! Roba da dilettanti. L’incidenza dei professionisti “pigliatutto”, chiamati a risolvere anche casi spinosi, è ben superiore. Se vogliamo avere un’idea di grandezza, la primatista – the winner is – è questa professoressa, nominata in Commissione ben 12 volte nell’anno del Signore 2019:

- Università degli studi della Calabria, DR 93 del 25.01.2019;

- Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, DR 183 del 07.03.2019;

- Università degli studi di Genova, DR 1005 del 12.03.2019;

- Università degli studi di Napoli “Federico II”, DR 905 del 13.03.2019;

- Università degli studi di Parma, DR 651/2019 del 14.03.2019;

- Politecnico di Bari, DR 216/2019 del 29/3/2019;

- Università degli studi di Brescia, DR 66/2019 del 06.06.2019;

- Università di Camerino, DR 161/2019 del 18.06.2019;

- Università di Pisa, DR 1016/2019 del 24.06.2019;

- Università degli studi di Cagliari, DR 869 del 01.08.2019;

- Politecnico di Torino, DR 892 del 03.09.2019;

- Politecnico di Milano, DR 6642 del 18.09.2019.

Il suo settore di appartenenza – ICAR/14, Progettazione architettonica e urbana – non si può certo considerare di ridotta consistenza numerica, essendo eleggibili 77 professori ordinari, 172 Associati e 80 ricercatori a tempo indeterminato. Eppure non può esserci concorso senza che sia presente questa professoressa! Siamo ancora a settembre...e dire che la media è già superiore ad 1 nomina al mese, a questo punto potrebbe anche sperare di migliorare ulteriormente il suo record entro la fine dell'anno."


Continuare a sostenere che i sorteggi delle commissioni di concorso nell'università italiana siano veri e reali ci pare un'assurdità: se il sorteggio dei commissari ai concorsi viene fatto non sul numero totale dei docenti del settore scientifico disciplinare ma su coloro che si rendono disponibili, basta un accordo a monte, basta che a rendersi disponibili agli uffici siano sempre i soliti, ed ecco aggirata la questione dell'imparzialità del sorteggio.

A questo punto viene da chiedersi: il Piano Anac e l'atto di indirizzo del Miur sono vigenti oppure trattasi di carta da cestino? Dopo i primi tre decreti rettorali di nomina di questa docente in commissione, tutti i successivi decreti delle rispettive università sono validi oppure sono irregolari? Chi deve controllare se un commissario abbia superato il limite massimo di presenze in commissione di concorso nel corso dell'anno? C'è una autocertificazione da firmare? Controllano gli uffici? Non giriamo le carte all'Anac perché, oggettivamente, ci sembrerebbe quasi di prenderli in giro, visto che l'Autorità Anti corruzione è stata molto chiara in materia e visto che l'atto di indirizzo è stato già firmato dal Miur che lo ha esteso e reso obbligatorio per tutti gli atenei d'Italia. Forse il Ministero può fare qualcosa? Grazie.



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