Università, veleni per il concorso a Giurisprudenza: "La Commissione amica del padre del vincitore"

Università di Genova, annullato dai giudici del Tar il bando per un posto da ricercatore di Diritto tributario. L'articolo su "la Repubblica" (ed. Genova) del 29 novembre 2020.


"Coda velenosa all’università di Genova per un concorso da ricercatore in diritto tributario. Una candidata, avvocata in uno dei più prestigiosi studi legali cittadini, ha impugnato l’esito della selezione ottenendo dal Tar, Tribunale amministrativo regionale, l’annullamento della stessa.

Ma fra i motivi depositati per chiedere che la procedura venisse azzerata uno ha creato non poco imbarazzo in ateneo.

Lo si legge nelle motivazioni della decisione dei giudici amministrativi, quando elencano i motivi di impugnazione e fra questi la presunta “illegittimità della nomina della commissione… in quanto i membri della Commissione sarebbero a vario titolo in relazione con il professor (il nome è stato oscurato,ndr) padre del controinteressato” ossia il (momentaneo) vincitore del concorso.

Quest’ultimo per difendere il posto ha sostenuto che la collega non avesse diritto di concorrere “Poiché è socia del prestigioso studio legale tributario…. e trae cospicui profitti dall’attività libero professionale la stessa non avrebbe dovuto essere ammessa alla procedura se non previa rinuncia all’esercizio dell’attività professionale”.

I giudici hanno respinto tale impostazione sostenendo che l’eventuale incompatibilità potrà sorgere nel momento in cui, vincitrice del bando dovrà decidere se percepire l’assegno di ricerca oppure preferire l’attività professionale.

I giudici hanno sonoramente cassato le motivazioni con cui il concorso era stato assegnato all’altro concorrente. “Il bando – si legge - prevedeva quale titolo di ammissione alla procedura il possesso del dottorato di ricerca in “Diritto Pubblico dell’Economia”. La ricorrente disponeva di un titolo di dottorato in “Diritto pubblico dell’economia, finanza e diritto tributario”.

La vicenda del Dipartimento di Giurisprudenza segue di pochi mesi un altro caso delicato. Quello del professore Francesco Parola, professore associato di Economia al quale i giudici del Tar avevano respinto un ricorso che lo aveva visto soccombere per l’incarico di professore ordinario. Tra le motivazioni anche quella – respinta con sdegno dall’interessato – di un pubblicazione che secondo il Tribunale era copiata dalla tesi di dottorato di un suo ex studente (vedi: Il prof ha copiato dallo studente: concorso in procura, "la Repubblica" - ed. Genova, 20 febbraio 2020).

Il Tar ha trasmesso gli atti alla procura per eventuali profili penali ma ciononostante Parola ha di recente ottenuto un importante incarico come membro dell’Art Autorità di regolamentazione dei trasporti con sede a Torino. Durante l’audizione davanti alla commissione parlamentare che ha ratificato al sua nomina il docente , che era in congedo di malattia dall’università per il disagio subito dalla vicenda emersa al Tar, ha ribadito la linearità dei suoi comportamenti.


Leggi l'articolo integrale su "la Repubblica" (ed. Genova) del 29 novembre 2020