Uni-Poli Messina: se il rettore Cuzzocrea è recidivo e il ministero della Salute sta a guardare

Il 2 maggio abbiamo dedicato all'Uni-Poli di Messina un articolo intitolato “La nomina Uoc e il cambio di settore del docente, se la pezza è peggio dell’abuso stesso”, che potremmo definire l'università e il policlinico delle meraviglie, dove tutto quello che decide il Re...ttore Cuzzocrea è possibile e diventa legge. Nel pezzo abbiamo evidenziato il tentativo di mettere una "toppa" ad una violazione delle corrette procedure concorsuali per l’assegnazione della direzione di una UOC aziendale da parte dell'ateneo (in Medicina fisica e riabilitativa ad un docente non in possesso, al momento dell'espletamento del concorso e del conferimento dell'incarico, dei titoli previsti dalle norme sanitarie che servono a garantire le competenze cliniche dei candidati e del requisito previsto dai protocolli di intesa tra Regione siciliana e atenei siciliani e dal bando stesso, ovverosia l’appartenenza al settore scientifico disciplinare di riferimento), che ha proceduto ad una scelta di mobilità tra settori scientifico-disciplinari, senza il rispetto degli stessi regolamenti di sede e seguendo criteri non coerenti con le norme nazionali di reclutamento e di valutazione della produzione scientifica dei docenti (vedi Abilitazione scientifica nazionale). Una "pezza" che, per la verità, è peggiore dell'abuso stesso.

Non bastasse, abbiamo segnalato un fatto ancora più incredibile, ovvero il parere positivo del CUN (Consiglio universitario nazionale) a questa scelta sconcertante. E questo è un fatto gravissimo, considerando il precipuo ruolo istituzionale esercitato dal CUN, che potrebbe arrivare a minare il prestigio e la credibilità dell’intero sistema universitario nazionale. Da tenere presente che nella stessa tornata concorsuale, il rettore ha approvato l’esclusione dalla partecipazione come candidato alla direzione di un’altra UOC un docente proprio perché non appartenente al settore di riferimento, rivelando l'utilizzo di due pesi e due misure diverse (vedasi “Nomine nella sanità. Scirè: “Un rischio assegnare troppo potere ai rettori delle università”.

In un precedente articolo (13 novembre 2020) sul “Fatto quotidiano", dal titolo “Università: perché in Sicilia i rettori hanno potere sulle nomine della sanità”, abbiamo denunciato che in Sicilia alcune norme nazionali di controllo e garanzia, che dovrebbero certificare la legittimità delle strutture sanitarie universitarie e la loro aderenza ai principi fondanti del Sistema sanitario nazionale, non valgono più, e che un protocollo d’intesa siglato in tempo di “lockdown”(3 aprile 2020) tra un assessore regionale alla Sanità Razza (dimessosi per aver “spalmato “ i morti del Covid) ed i rettori universitari (di Catania, Messina e Palermo) può tranquillamente non tenerne conto.

Le segnalazioni che abbiamo fatto negli articoli su riferiti trattano di problematiche che vanno ben oltre la questione delle assunzioni nelle università e nei policlinici e, in tempo di “emergenza Covid”, toccano da vicino la vita e la salute delle persone mettendo a rischio il diritto dei cittadini ad avere, nelle strutture di ricovero affidate alle università, un’assistenza sanitaria qualificata, fondata sulla presenza di responsabili di struttura selezionati correttamente sulla base del merito e competenti nella pratica clinica. In sostanza un direttore di UOC può essere scelto non sulla base della afferenza ad una determinata specialità clinica e della comprovata competenza medica ma sulla base di un teorico settore scientifico disciplinare (che prende in considerazione solo l’attività didattica e di ricerca, magari sperimentale), compromettendo la correttezza e l’affidabilità del procedimento di scelta. Da tenere presente che nello stesso settore scientifico disciplinare possono essere incluse diverse discipline ospedaliere tra di loro neanche affini.

Credevamo di averle viste tutte ma ecco che oggi dobbiamo segnalare che al peggio non c’è mai fine!

Il nostro paventato timore si è subito trasformato in certezza grazie alle recentissime improvvide decisioni del Magnifico Cuzzocrea.

Ecco che, infatti, con la pubblicazione della delibera del commissario straordinario (n. 943 del 26/0572021 - ALLEGATA) scopriamo che la commissione di concorso per la individuazione di idonei alla nomina di direttore della UOC di Ortopedia e Traumatologia è composta da un professore ordinario del settore MED 33 Ortopedia e Traumatologia, componente ASN, e da un professore ordinario non appartenente MED 33 e neanche ad una disciplina ospedaliera equipollente o affine alla Ortopedia e Traumatologia.

Si tratta della ennesima invenzione estratta fuori dal cilindro magico da parte del rettore, visto che i protocolli d'intesa recitato testualmente al comma 6 dell'art. 9: “Il Direttore Generale nomina apposita Commissione di valutazione composta dal Direttore Sanitario Aziendale e da due Docenti nell'ambito del Settore Scientifico Disciplinare di interesse, almeno uno dei quali esterno all'Ateneo, di cui uno indicato dal Rettore e l'altro individuato tramite sorteggio dalla lista dei potenziali commissari ASN del settore concorsuale d'interesse”:

E’ incontrovertibile che entrambi i commissari devono appartenere al settore di riferimento ovvero al SSD MED 33 Ortopedia e Traumatologia.

Dalla stessa delibera, nell’allegato D, si ricava che il rettore avrebbe designato un docente infettivologo quale commissario per l’assegnazione della direzione della UOC di dermatologia. A quanto pare il Magnifico Cuzzocrea oltre a non tenere in alcun conto le norme sanitarie è anche recidivo nel non rispettare le norme dei protocolli d’intesa da lui firmati insieme agli altri rettori siciliani. Forse il rettore, disconoscendo le norme basilari, pensa che il settore scientifico disciplinare ed il settore concorsuale siano la stessa cosa. Con questo metro di giudizio ecco che nel Policlinico di Messina, oltre ai due casi già segnalati, potrebbe quindi accadere che l’aspirante direttore :

-della UOC di Chirurgia plastica venga valutato dall’urologo

-della UOC di Gastroenterologia dal dermatologo

-della UOC di Nefrologia dallo endocrinologo

-della UOC di Oncologia dal reumatologo

-della UOC di Neuropsichiatria infantile dal pediatra

-della UOC di Igiene dallo statistico

-della UOC di Patologia Clinica dallo Storico della Medicina.

E via discorrendo.

Naturalmente sotto il profilo delle discipline ospedaliere quelle elencate sopra per singola UOC non sono discipline tra loro né equipollenti né affini.

E non vogliamo neanche immaginare che cosa potrebbe accadere se il rettore, non pago del settore concorsuale ricorresse per la scelta del commissario addirittura al macrosettore concorsuale. Sembra una barzelletta sui dottori che raccontava Pierino la Peste, ma è l'amara e triste realtà perché in tal caso potremmo vedere lo psichiatra che valuta il cardiologo, lo pneumologo, il gastroenterologo , il reumatologo e viceversa; l’urologo che valuta il chirurgo cardiaco e viceversa; l’odontoiatra che valuta l’oculista e l’ortopedico, e viceversa; l’infermiere che valuta il medico legale ed il medico del lavoro, e chi più ne ha più ne metta.

Se poi si indaga e si va ad approfondire meglio per sapere chi è il docente commissario non appartenente al settore scientifico disciplinare MED 33 si va a scoprire, guarda caso, una nostra “vecchia conoscenza” (negli articoli, s'intende) che è proprio il professore Bruschetta, ovvero il docente nominato direttore della UOC di Medicina Fisica e riabilitativa non in possesso, all'epoca, dei titoli previsti dalle norme sanitarie (anche oggi comunque assenti) e del requisito previsto dai protocolli regionali di intesa.

Quindi, a conti fatti, questo docente non solo illegittimamente dirige una UOC del SSN e presiede in qualità di direttore di UOC commissioni per assunzione di dirigenti medici aziendali, ma fa anche parte impropriamente di commissioni di concorsi per l’assegnazione della direzione di UOC aziendali sempre grazie ad una decisione personalissima del rettore Cuzzocrea, che però non sta né in cielo né in terra.

Morale della favola? Come biasimare, alla luce di quanto appena esposto, un paziente che, prima di affidarsi alle cure di una UOC del Policlinico di Messina, voglia informarsi se il direttore sia in possesso dei titoli previsti e quali commissari lo abbiano valutato per l’affidamento dell’incarico di direzione.

Oltre a quanto già illustrato ,risulta che nell’Azienda Policlinico di Messina si sono registrati recentemente annullamenti o rettifiche di delibere che attengono a ben sei bandi di concorso di incarichi di direzione di struttura complessa. Sembra proprio trattarsi di un cortocircuito gestionale causato da tentativi improvvisati di applicare le norme inconrue ed illegittime dei protocolli di intesa Regione-Università siciliane. Si è arrivati al punto che personale universitario e personale aziendale partecipano allo stesso bando per incarichi di direzione di strutture complesse identificate nell’atto aziendale “a direzione universitaria” in aperta violazione delle norme degli stessi protocolli.

La dimostrazione della sistematica non applicazione delle leggi sanitarie nell’AOU di Messina si evince anche dal fatto che dal febbraio 2021 si indicono concorsi per singole discipline ospedaliere per redigere graduatorie per l’assunzione di dirigenti medici a tempo determinato tramite selezioni pubbliche per soli titoli in aperta violazione della norma del DPR 483/97 che prevede concorsi per titoli ed esami E’ evidente che con la selezione per soli titoli tutti i medici specialisti in disciplina affine a quella concorsuale ,cui secondo il DPR 483 è consentita la partecipazione, sono diventati automaticamente idonei senza alcuna valutazione delle loro competenze nella disciplina concorsuale.

Il nostro impegno di pubblica denuncia non verrà mai meno per mettere fine alle criticità ed illegittimità della sanità universitaria messinese (e non solo).

Tempo fa abbiamo inoltrato al Magnifico Cuzzocrea 10 domande con una lettera aperta, datata 20 marzo 2021, inviata via pec all'ateneo di Messina e pubblicata sul sito dell'associazione, oltre che su alcuni quotidiani locali (come “Messina Today”, “Voce di Popolo” e nell’inchiesta de “La Repubblica” dal titolo “Agnese nel paese dei baroni”), ma nessuna risposta è mai giunta.

Numerose segnalazioni critiche sull’operato dei vertici accademici ed aziendali sono state fatte da singoli docenti e da organizzazioni sindacali all’assessorato alla salute delle Regione Sicilia, al Ministero della Salute ed alla Procura della Repubblica di Messina.

Per quanto concerne il ministero della salute vogliamo sperare che si tratti di un blocco del canale comunicativo con il Ministro Speranza. Malgrado la mole di segnalazioni al riguardo alla segreteria del Ministro ed agli uffici del Ministero non si è registrata alcuna iniziativa. Eppure le segnalazioni riguardano materia proprio di competenza di questo ministero. Addirittura per la mancata verifica della legittimità dei protocolli Regione Sicilia-Università si potrebbe configurare un atto omissivo.

Farebbe bene il ministro, in un momento di pausa dai gravosi impegni Covid, a porre in prima persona attenzione alle nostre segnalazioni bypassando il presunto blocco comunicativo.

Anche la Procura della Repubblica di Messina, malgrado i numerosi esposti presentati da tempo, non ha ancora preso, ad oggi, alcuna determinazione. Forse bisogna sperare che sulla base di quanto pubblicato sul nostro sito e su alcuni coraggiosi (seppure pochi) giornali una qualche Procura della Repubblica del territorio nazionale decida di aprire comunque un fascicolo sulle vicende segnalate.

Chiudiamo con la citazione, quanto mai calzante, di un brano del grande maestro Franco Battiato, tristemente venuto meno di recente:

Povera patria / Schiacciata dagli abusi del potere / Di gente infame, che non sa cos'è il pudore / Si credono potenti e gli va bene quello che fanno / E tutto gli appartiene / Non cambierà, non cambierà /No cambierà, forse cambierà”.


Leggi la delibera del Commissario straordinario dell'Azienda ospedaliera universitaria G. Martino di Messina (in particolare l'Allegato D)