Tra-Me: "Appoggio incondizionato alla Procura di Catania, solidarietà agli studenti dell'ateneo"

L'inchiesta di Catania "Università bandita", che "Trasparenza e Merito" sostiene con forza, sta andando avanti e sembra destinata ad estendersi in molti atenei italiani, mettendo in luce le molteplici "ramificazioni" di un fenomeno di corruzione che appare pervasivo e che - a cominciare dal linguaggio, così simile a quanto abbiamo ascoltato in questi giorni nelle intercettazioni dello scandalo CSM, al di là delle differenze dialettali (lì il romanesco, qui il siciliano) - potrebbe finire anche per "tracimare" in ambiti esterni al "recinto" accademico.  

Sembra proprio che sia solo l'inizio e che ne vedremo delle belle. Anzi, cominciamo già a vederle! Il riferimento è all'articolo pubblicato il 3 luglio da Sputniknews dal titolo Inchiesta sull'università di Catania, chi ha interesse a colpire un grande ateneo del sud?

Commentando la vicenda in cui è coinvolto "persino il rettore dell'Università La Sapienza di Roma Eugenio Gaudio" (iscritto nel registro degli indagati), nell'articolo si sostiene che "gli studenti temono che venga sospesa l'attività didattica, che venga negato il diritto allo studio, che il discredito gettato sull'ateneo possa ridurre i finanziamenti ai corsi di laurea, determinare un aumento delle tasse e penalizzare la qualità del titolo di studio. Che insomma siano gli studenti i primi a pagare le conseguenze dell'inchiesta. Si parla addirittura di interruzioni dell'attività dell'Ateneo". Ci sarebbe anche chi condanna le "voci" diffuse sui social e sui siti parlando di procurato allarme. Ci manca solo che si parli di invasione delle cavallette e saremmo al completo.

"Trasparenza e Merito" ha sguinzagliato i suoi numerosi associati (ormai più di 420 tra ricercatori e docenti) alla ricerca di queste "voci", ma non le ha trovate da nessuna parte. Che siano nel cosiddetto deep web

Cosa sia, invece, Sputniknews "Trasparenza e Merito" lo sa benissimo: si tratta di un'agenzia di stampa russa governativa che "secondo diverse fonti d'informazione ... avrebbe lo scopo d'influenzare l'opinione pubblica straniera ... anche facendo leva sui pregiudizi e sulla disinformazione. ... Sputnik è spesso al centro di critiche dato il notevole numero di fake news presenti nella testata e per le notizie, seppure veritiere, esposte in una maniera distorta e/o volutamente incompleta. ... La testata ha anche promosso diverse teorie del complotto, come quella delle scie chimiche" (tratto da: Wikipedia).

L'intera faccenda appare incredibile: addirittura Putin si preoccuperebbe dei concorsi universitari truccati dell'Università di Catania?   

La cosa sembrerebbe risibile (anche le scie chimiche!), ma, pensandoci bene, si rivela un po' inquietante: di certo appare un'azione di delegittimazione o forse - cosa ne dite - potrebbe anche essere un avvertimento?

Per questo motivo "Trasparenza e Merito", che non si fa intimidire da niente e da nessuno (tutte le varie passate e recenti minacce di querele sono ovviamente svanite come una bolla di sapone), la rende pubblica, rinnovando il suo sostegno ai coraggiosi magistrati della Procura di Catania, invitandoli ad andare avanti e sperando che le altre Procure che riceveranno gli atti seguano la stessa strada.

Troppe volte, in passato, inchieste sui concorsi universitari si sono arenate passando da una Procura all'altra. Come nel caso dell'inchiesta che vide coinvolto Adolfo Elio Cardinale, peraltro marito del magistrato Anna Maria Palma, recentemente iscritta nel registro degli indagati in relazione alla vicenda della cosiddetta "trattativa Stato-Mafia" ed alla gestione del "pentito" Scarantino. 

Per fugare i dubbi sollevati dall'articolo, che alimentano i sacrosanti timori e le giuste preoccupazioni di quanti sono alle prese con le sessioni d'esame, l'associazione esprime la sua vicinanza agli studenti, vittime di questo sistema corrotto (concorsi pubblici, finanziati con le tasse delle famiglie e pilotati per fine e interessi privati o di lobby), invitandoli a denunciare illeciti dei quali sono eventualmente a conoscenza. I quali, peraltro, almeno a giudicare dall'inizio del comunicato scritto come "Link Studenti indipendenti Catania", dopo un assemblea tenutasi al monastero dei Benedettini (sede del dipartimento di studi umanistici), pare abbiano le idee chiare: "Quello che sta emergendo è sconcertante e, se fosse confermato, sembrerebbero inaccettabili le logiche in atto all'interno di una istituzione pubblica".

La parallela azione di dezinformatsiya , messa in atto da alcuni siti e organi di informazione, del resto, mostra come la via intrapresa dalla Procura di Catania sia quella giusta perché ha colpito nel segno. Qualcuno, nel gotha accademico a tutti i livelli, ma anche nella "Catania bene", a quanto pare, comincia a non essere più così tranquillo. Al punto da dover scrivere una ridicola nota di "solidarietà" all'operato del rettore Basile interdetto e dimessosi qualche giorno fa, che evoca atmosfere d'altri tempi.

Ma i tempi - ahi loro - sono cambiati e il bello è che ce n'est qu'un debut ....


Leggi l'articolo su "Sputniknews" del 3 luglio 2019

Leggi la voce "Sputniknews" su Wikipedia

Leggi l'articolo del "Fatto quotidiano" del 9 agosto 2019

Leggi il comunicato di "Link Studenti indipendenti Catania" del 5 luglio 2019



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