Sileri: la rete mafiosa delle grandi manovre sui concorsi universitari, docenti usati come pedine


Durissimo intervento (6 marzo 2019) in aula al Senato di Pierpaolo Sileri, collega co-fondatore di "Trasparenza e merito" e senatore del Movimento 5 Stelle, sulla rete di scambi di favori, intrecci torbidi, irregolarità palesi nei concorsi universitari, emerse dalle intercettazioni dell'inchiesta della procura di Firenze, per i settori disciplinari di diritto tributario e medicina.

I metodi ascoltati nelle registrazioni gettano forti ombre sul sistema di reclutamento universitario italiano: emergono con chiarezza grandi manovre sui concorsi (locali e Asn), tali da muovere professori e commissioni come pedine su una scacchiera nazionale, in una specie di gioco ad incastri che interessa molti settori disciplinari di quasi tutte le università italiane. Clamorosi casi hanno coinvolto le sedi Catania, Messina, Bologna, Roma Tor Vergata, Roma La Sapienza, Chieti-Pescara, Ancona, e molte altre. Non è più possibile andare avanti così e non chiamare le cose col loro nome. Sono necessari interventi seri da parte degli atenei, del Miur e di tutte le istituzioni affinché trasparenza e merito siano le bussole dell'Università che vogliamo.


Uno stralcio dell'intervento del sen. Sileri:


"Dallo spaccato emerso dopo le indagini della procura di Firenze per il settore di diritto tributario prima, e di medicina, ora, gli inquirenti hanno ricostruito una rete di relazioni tra società scientifiche dove, secondo l'accusa, veniva illecitamente concordati i vincitori dei concorsi, scambiandosi favori e abilitazioni alla docenza. Emerge un universo torbido, fatto di intrighi, astuzie, desideri di potere, truffa e mazzetta. Le intercettazioni sono simili in tanti casi: "Lui non deve vincere, il posto è per un altro, se facciamo un concorso regolare lo vincerebbe lui". Come in molti altri casi il sistema capisce che il ribelle è diventato ingestibile. Rimane solo ma con coraggio denuncia. Da questi atti e dalle inchieste emerse sui giornali emergono grandi manovre sui concorsi, tali da muovere professori e commissioni come pedine su una scacchiera nazionale. E' un gioco ad incastri che interessa molti settori disciplinari, non tutte le università, ma troppe. I casi hanno coinvolto Catania, Messina, Bologna, Roma Tor Vergata, Roma La Sapienza, Chieti-Pescara, Ancona e moltissime altre città. Le vittime di questi concorsi sono tante, io qui in questa aula non sono solo Pierpaolo Sileri ma rappresento Giulia, Sandro, Giambattista, Walter, Fulvio, Agnese, Adamo, Paolo e potrei citarne decine e decine. Quanti ricercatori, professori associati, ordinari, funzionari amministrativi, direttori generali di università e ospedali, direttori di dipartimento, dovranno passare davanti a un giudice a rendere testimonianza. Davvero serve una sentenza per affermare che l'università è malata? Quanti altri dovranno denunciare ciò che subiscono rimanendo isolati, deprivati della loro libertà professionale e dei loro sogni coltivati da studenti, divenendo esempio per i colleghi, non esempi positivi, non di coraggio, come dovrebbe essere, ma esempio per dimostrare cosa ti accade se ti ribelli, diffondendo omertà e arrendevolezza. Quanto tempo prima che queste organizzazioni criminali di colletti bianchi, rette da omertà, da paura e regolata da riti, legami familiari e percorsi particolari di vendette, che impone la propria volontà con mezzi illeciti, per inseguire interessai privati, venga chiamata con il nome giusto, cioè mafia."


Guarda il video integrale dell'intervento in aula al Senato del 6 marzo 2019




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