Messina come Firenze: Università e Policlinico congiunti difendono l'indifendibile


Dopo l'interrogazione parlamentare al Senato che avevamo anticipato qualche giorno fa iniziano ad uscire i primi interessanti articoli.

E' bene partire dalla cosiddetta memoria storica, ovvero un articolo pubblicato il 20 settembre 2013 sulla rivista "Centonove" e quindi non assimilabile ad alcun tipo di possibile strumentalizzazione politica, da una parte o dall'altra.

Si può leggere nell'articolo intitolato Nemo Sud, eccellenze in famiglia:

"Messina: assunzioni fuori concorso al centro privato per la cura delle malattie neuromuscolari. Strutture e medici di riferimento del Policlinico ma tariffe maggiorate a favore di una fondazione. Soprattutto offre un vantaggio: consente di aggirare la regola del concorso pubblico per le assunzioni. Beneficiari stretti congiunti di chi il centro lo anima. Ecco come è perché l'azienda universitaria ha dato in appalto un servizio che poteva svolgere in house".

I nomi delle personalità coinvolte riportati nell'articolo: Franco Tomasello, ex Rettore, Giuseppe Vita, direttore della UOC di Neurologia e malattie neuromuscolari, Pietro Navarra, altro ex Rettore, Letizia Bucalo, responsabile comunicazione del centro Nemo, Giuseppe Pecoraro, ex direttore generale, Mario Melazzini, ex presidente della fondazione Aurora.

L'8 aprile, su "Messina Oggi", è uscito un articolo dal titolo "Nemo Sud", quelle assunzioni di amici e parenti gestite privatamente con la partecipazione pubblica nel quale si legge:

"L’attenzione dei senatori s’è focalizzata proprio su chi dovrebbe svolgere le funzioni di controllore e controllato, il prof. Giuseppe Vita nella doppia veste di Direttore del Dipartimento del Policlinico e di Direttore Clinico della “Nemo Sud”. I parlamentari hanno chiesto venga fatta chiarezza sulla convenzione e, soprattutto, che venga accertato se il pubblico (l’Università di Messina nella fattispecie), abbia lasciato campo libero ai privati arrecando un danno allo stesso Ateneo, che si è visto negare l’accreditamento della scuola di specializzazione afferente al Settore scientifico disciplinare di Medicina fisica e riabilitativa. Si chiedono, inoltre, se le procedure seguite per la creazione del Centro Clinico abbiano rispettato la legge e, soprattutto, se la stessa struttura ospitata dal Policlinico non abbia causato un danno al nostro Ateneo."

Su un altro articolo dal titolo Messina, il Policlinico affida la riabilitazione a un centro esterno pubblicato su "Repubblica" (ed. Palermo) del 9 aprile si può leggere:

"I vertici dell'azienda ospedaliera universitaria del Policlinico Martino di Messina – si legge nell’interrogazione - hanno provveduto ad azzerare i 18 posti letto della riabilitazione aziendale, disattendendo le indicazioni dell'assessorato regionale per la Salute che ne prevedevano, al contrario, un potenziamento."


A questo punto, divampato il fuoco della polemica, è intervenuta una nota congiunta da parte del Rettore dell’Università degli Studi di Messina, Salvatore Cuzzocrea e del Commissario straordinario del Policlinico, Giuseppe Laganga, che contiene diverse inesattezze.

Secondo alcune informazioni trapelate è prevista una audizione di Cuzzocrea e Laganga in Commissione Sanità al Senato, mentre la ministra della Sanità Giulia Grillo, sulla scia delle azioni messe in atto in Calabria dove è stata sciolta di recente una azienda sanitaria per inquinamento mafioso, spedirà sulle rive dello stretto i commissari ministeriali per i controlli necessari.

Come si capisce bene la questione sollevata dalla denuncia (al vaglio della Procura di Messina), dall'interrogazione parlamentare e dagli articoli di giornale, a differenza di quanto lascia intendere la nota congiunta delle istituzioni Università e Policlinico, non riguarda e non vuole mettere in discussione l'attività in sé del centro Nemo e tanto meno il servizio offerto ai pazienti affetti da gravi malattie, quanto invece vuole evidenziare l'eventualità di un sistema di illegalità diffusa, di clientelismo, di familismo e il danno erariale arrecato per mancati introiti delle strutture pubbliche, nonché il danno alla formazione di qualità agli studenti ed agli specializzandi e il danno morale e alla carriera inferto ai docenti universitari e al personale dell’area riabilitativa aziendale.


Leggi l'articolo integrale su "Centonove" del 20 settembre 2013

Leggi l'articolo on line su "Messina Oggi" del 8 aprile 2019

Leggi l'articolo on line su "Repubblica" (ed. Palermo) del 9 aprile 2019

Leggi l'articolo on line su "Messina Oggi" del 9 aprile 2019

Leggi il testo integrale dell'interrogazione parlamentare del 3 aprile 2019




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