Mala università: cattedra d'oro alla "Sapienza" con ricorso e denuncia, si estende al Poli Umberto I

Storie di ordinaria Mala università. "Quel curriculum è falso". Il Tar boccia il concorso ma il prof vincitore viene confermato dalla seconda commissione. E la storia finisce in procura. Due articoli sul quotidiano "Il Messaggero" di Roma riepilogano i termini di questa vicenda che noi già conoscevamo.


Il ricorso e la denuncia, infatti, sono stati depositati da un collega di "Trasparenza e Merito", Luca Testarelli, professore associato di scienze odontostomastologiche.

La vicenda è un classico dei nostri racconti: si parte da un concorso universitario contestato, da una sentenza del Tar che però viene elusa dall'ateneo, perché una nuova commissione riconferma l'esito illegittimo della precedente commissione.

A questo punto la storia si sposta in procura con una denuncia del prof. Testarelli, nella quale si accusa il vincitore di aver commesso falsi, in particolare su alcuni titoli e pubblicazioni del curriculum vitae. Ma a sua volta anche il candidato vincitore denunciato sporge denuncia.

La questione dei titoli "gonfiati" si sposta però, rapidamente, dall'università "La Sapienza", dove si è svolto il concorso contestato, al Policlinico di Roma Umberto Primo. Era stata infatti presentata anche una denuncia interna all'azienda ospedaliera universitaria, in autotutela, da un altro medico, tra i candidati ad un altro concorso di un settore affine, chirurgia orale, per il ruolo da primario. Questo medico, come Testarelli, sostiene che la gara, vinta dallo stesso vincitore dell'altro concorso, non sia stata trasparente e dunque potenzialmente illegittima. Anche in questo caso ad essere contestati sono alcuni titoli ritenuti falsi. Ma come accade (quasi) sempre in questi casi, l'azienda ospedaliera non ha risposto alla segnalazione.

Il pm Tucci ha aperto due fascicoli. A questo punto si attendono gli esiti delle indagini.

La Mala università si espande a macchia d'olio e viaggia, ovunque, negli atenei d'Italia (da Catania a Firenze, da Roma Tor Vergata a Roma Sapienza, da Torino a Perugia, eccetera). Emerge nelle cronache dei media, a seguito di indagini delle procure, solo laddove qualche coraggioso studioso dell'associazione ha il coraggio di denunciare. Il problema per il sistema di potere accademico è che coloro che decidono di contrastarlo iniziano ad essere davvero in tanti e segnalano le anomalie e le irregolarità sempre con maggiore decisione. Ormai più di 800 studiosi. Ecco perché chi gestisce illecitamente la macchina del reclutamento vuole abolire i concorsi pubblici nell'università ed istituzionalizzare la cooptazione, in modo da poterla fare franca e non essere più soggetto a ricorsi e denunce.


Leggi l'articolo sul "Messaggero" del 13 ottobre 2021

Leggi l'articolo sul "Messaggero" del 14 ottobre 2021

Leggi la sentenza del Tar Lazio del 26 aprile 2021