Libera contro l'altissimo rischio di corruzione all'università, lancia campagna per la trasparenza

Aggiornamento: 17 dic 2021

L'argomento è stato lanciato e affrontato da "Trasparenza e Merito" fin dalla nascita (2017) ma strada facendo, addentrandosi sempre più nei meccanismi di governance e reclutamento in vigore negli atenei italiani, come raccontato nel libro Mala università e soprattutto a seguito di importanti inchieste delle Procure suscitate dalle nostre segnalazioni e denunce, il rischio di un sistema di corruzione endemica ampiamente diffusa e perfino di infiltrazioni della criminalità e mafiose è risultato, purtroppo, molto lato.

Non a caso, nella giornata internazionale contro la corruzione, l'associazione antimafia "Libera" (con la quale abbiamo già intrapreso un percorso di collaborazione che si concretizzerà a breve nella partecipazione alla pubblicazione di un volume sulle infiltrazioni mafiose e la corruzione nella sanità universitaria in Toscana, che riporta i risultati sulla percezione del fenomeno di corruzione tra gli studenti universitari ed i neolaureati di ambito sanitario e che è stato fotografato da "Small Working Group" del Segretariato Italiano Studenti in Medicina in collaborazione, appunto, con Libera) ha lanciato una campagna per monitorare la trasparenza e la denuncia delle condotte illecite nelle università italiane, spiegando che gli atenei sono un contesto particolarmente sensibile e problematico, nei quali si ravvisano molto spesso condotte opache e mancanza di integrità accademica.

La campagna lanciata da "Libera" consiste, per adesso, in una azione di monitoraggio civico da parte degli studenti, ai quali verrà chiesto di compilare un questionario (trovate il link in fondo).

Interessante appare il riferimento di Libera, che ci interessa molto da vicino, a "bandi cuciti su misura, concorsi pilotati, titoli e pubblicazioni che non corrispondono a quelle richieste dal bando, elusione da parte degli atenei delle disposizioni del Piano anticorruzione in materia di sorteggio dei commissari" e il risultato del 91% delle risposte degli studenti che ritengono la corruzione come molto diffusa in ambito sanitario e l'80% delle risposte degli studenti che la ritengono molto diffusa in ambito universitario.

Si tratta, come ben capite, di risultati che non ci meravigliano, anzi che ci rafforzano nella nostra convinzione e azione di contrasto alla corruzione e alla illegalità diffusa in molti atenei. Si tratta inoltre di una modalità di indagine e di attività simile a quella che abbiamo già avviato in collaborazione con gruppi e riviste studentesche per dar vinta e forma a progetti sulla legalità nelle università.

Avanti così, dunque, con sempre nuovi alleati, nella costruzione dell'università che vogliamo.


Leggi il comunicato sul sito di "Libera"

Leggi l'articolo sul "Fatto quotidiano" del 8 dicembre 2021