La resilienza della professoressa di Archeologia Antonella Coralini all’Università di Bologna

Aggiornamento: 9 apr

Antonella Coralini è ricercatore e docente presso l’Alma Mater (Università degli Studi di Bologna) dal 2004, dal 2015 come Professore Associato. E' iscritta da tempo a "Trasparenza e Merito", condividendone ideali e finalità.

Archeologa, ha ideato e condotto, come Principal Investigator e come responsabile scientifico, molti progetti di ricerca, individuali e di équipe, che hanno portato al suo Ateneo molte risorse e ottimi risultati, sia scientifici e didattici che di terza missione. Anche grazie alla sua attività, sempre originale e innovativa, l’Università di Bologna ha ottenuto una posizione di primo piano a livello internazionale in più settori della ricerca archeologica, con un approccio sempre interdisciplinare.

Creatrice e prima ricercatrice di progetti di grande prestigio per il suo Ateneo, quali quelli dedicati a Pompei ed Ercolano, è da tempo figura di riferimento per la comunità scientifica: membro dei panel di esperti per le più importanti Agenzie italiane e straniere di Valutazione della Ricerca e della Didattica Universitaria, già Presidente dell’Associazione Internazionale sulla Pittura Murale Antica, è ora Direttrice del Centro Studi Interuniversitario sulla Pittura Antica, cui afferiscono nove Atenei italiani, e della Summer School DIGITARCH. Digital Collection Curator for Archaeology, finanziata dalla Regione Emilia Romagna. Ha al suo attivo una ricca produzione scientifica, con più pubblicazioni che a livello internazionale sono considerate pietre miliari della ricerca archeologica contemporanea.

Appare alquanto singolare e strano, dunque, che nel suo curriculum grande assente sia la partecipazione a commissioni di concorso, riservata agli Ordinari e agli Associati con Abilitazione alla Prima Fascia. Dal 2012 ad oggi, infatti, la professoressa Coralini, nonostante possieda in tutti i casi, e ad abundantiam, tutti i requisiti oggettivi per il ruolo di ordinario, e anche per quello di commissario, ha ricevuto ben 6 giudizi di non idoneità al ruolo di professore ordinario, seguiti da altrettanti ricorsi, tuttora in essere.

Resiliente, indomita e impegnatissima a mandare avanti le sue ricerche e le sue attività didattiche, nonostante le ingiustizie e le ritorsioni, Antonella, nel rispetto delle leggi vigenti e del significato originario del Codice Etico dell’Alma Mater, ha sempre deciso di non obbedire a chi le ha chiesto di adottare criteri che non siano quelli del merito scientifico.

Riportiamo e condividiamo qui i contenuti di due interrogazioni parlamentari, recentemente promosse dalla Margherita Corrado e altri suoi colleghi parlamentari, pubblicate al Senato della Repubblica, nelle quali, tra le altre cose si può leggere “l'abilitazione al ruolo di ordinario è stata sistematicamente negata alla Coralini con considerazioni che appaiono agli interroganti inadeguate ed erronee, evidentemente viziate ed estranee al corretto esercizio della discrezionalità tecnica. La sua produzione è stata giudicata settoriale (da commissari la cui produzione è molto più circoscritta), priva di rilievo internazionale (a dispetto dell'evidenza documentata e della realtà dei fatti), non originale (da parte di commissari che mai si sono occupati dei temi di suo interesse e che mai hanno spiegato in che cosa consista tale mancanza di originalità), in più occasioni, inoltre, la professoressa Coralini ha subito gravi disparità di trattamento”. Nel 2018, infatti, è stata oggetto di segnalazioni anonime a suo carico all’ateneo di Bologna, con l’avvio di un procedimento disciplinare da parte dell’ex rettore, poi inesorabilmente archiviato.

A lei va il nostro incoraggiamento e supporto perché continui a perseguire gli ideali del merito, della legalità, della trasparenza come bussole di condotta e di navigazione per l’università che vogliamo.

Leggi il testo integrale dell'interrogazione parlamentare pubblicata al Senato il 22 febbraio 2022

Leggi il testo integrale dell’interrogazione parlamentare pubblicata al Senato il 19 marzo 2022