Incandidabilità per falsa dichiarazione della vincitrice di un concorso all'Università di Pisa

Un nuovo caso di mala università torna a scuotere l'ateneo di Pisa: stavolta la pietra dello scandalo è l'inammissibilità della procedura e l'incandidabilità, per falsa dichiarazione, della vincitrice ad un concorso per associato in Progettazione architettonica. Oggetto della lettera al Rettore, al Miur e all'Anac da parte dell'Osservatorio indipendente sui concorsi universitari (un gruppo di colleghi animati come noi dalla convinzione che le procedure pubbliche di selezione del personale universitario debbano rispettare i più rigorosi standard di trasparenza), nella quale si individuano possibili elementi di grave irregolarità, e alla quale Trasparenza e Merito si associa, è un posto per professore universitario di seconda fascia, mediante chiamata ai sensi dell’art. 18, comma 4, della Legge 240/2010, da assegnare al Dipartimento di ingegneria dell’energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni, per il settore concorsuale 08/D1 - ICAR/14, ovvero Progettazione Architettonica.

La vicenda ci è stata segnalata da un nostro iscritto all'Associazione.

Per prima cosa va detto che la suddetta procedura era riservata agli "esterni", ovvero per la precisione, da bando, era limitata "a coloro che nell’ultimo triennio solare antecedente alla data del bando non abbiano prestato servizio presso l’Università di Pisa, né siano stati ivi titolari di assegni di ricerca o iscritti a corsi di studio".

Come riporta il sito dell'ateneo pisano, al momento del concorso la candidata, poi dichiarata vincitrice, risultava assunta presso la Scuola di Ingegneria per il Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura, con un contratto di insegnamento in “Architettura e composizione architettonica 1” per l'anno 2017- 2018. Questo aspetto, se fosse stato controllato e verificato adeguatamente, avrebbe dovuto determinare la sua esclusione al concorso da parte della stessa Università. La compilazione della richiesta di partecipazione alla procedura prevedeva, inoltre, una dichiarazione obbligatoria di non aver prestato servizio presso l’ateneo di Pisa.

Associandoci alla richiesta dell'Osservatorio, Tra-Me chiede dunque all'ateneo pisano , in nome della trasparenza, del merito e della legalità, di annullare immediatamente la procedura di un concorso che pare essere stato viziato da una grave irregolarità. Qualora ciò non accadesse, chiediamo al Miur di intervenire per i controlli e le ispezioni del caso su eventuali omissioni di atti di ufficio, e invitiamo i partecipanti al concorso, ai quali garantiamo fin d'ora tutto il supporto del caso, a presentare ricorso al Tar ed un esposto alla Procura della Repubblica.


Il testo integrale della segnalazione fatta dall'Osservatorio in data 8 gennaio 2019




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