Il coraggio di ClaraStella e il supporto di TRA-ME: così si può sconfiggere il sistema di potere

Aggiornamento: 29 mag

Abbiamo parlato di ClaraStella Vicari Aversa, collega architetta iscritta a Trasparenza e Merito della prima ora, nel lontano 2018 quando nessuno la conosceva, quando nel silenzio generale depositava l'ennesimo ricorso per ottemperanza e l'ennesima denuncia. L'articolo si intitolava L'odissea di Clarastella, il danno erariale, dopo 10 anni mai assunta. Siamo tornati a parlare di lei nel libro Mala università (Chiarelettere), nel capitolo intitolato "Falsi" (a pag. 172-173) quando ancora nessuno si era accorto di una delle tante clamorose incredibili denunce pubbliche dell'associazione che descriveva in modo chiaro ed inequivocabile come funzionano le clientele e le mafie del sistema di potere accademico.

Dopo 14 anni e 47 ricorsi tutti vinti (compresi motivi aggiunti, ottemperanze etc), la cosa incredibile è che quel concorso per ricercatore a tempo indeterminato in Progettazione architettonica non è stato ancora regolarmente assegnato alla vincitrice materiale e morale, cioè a lei. Una infinità di commissioni hanno continuato a dichiarare vincitore l'altro candidato. Questo accade sempre, puntualmente, perfino dopo le sentenze che non vengono eseguite, nelle università italiane. Con il silenzio assenso e quindi la complicità dello Stato e del Ministero dell'Università.

Con l'inchiesta "Magnifica" partita proprio dalla sua denuncia per quel concorso truccato di cui parlammo in solitaria allora, oggi, a distanza di anni, sono stati interdetti il rettore e il prorettore (ex rettore) dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, e andranno a processo insieme ad alcuni docenti e alcuni del personale tecnico-amministrativo, con più di una cinquantina di indagati, per vari reati tra cui abuso di ufficio, turbativa di concorso, falso, concussione, corruzione e perfino "associazione a delinquere" accademica. I vertici dell'ateneo, nelle telefonate, dicevano di lei: “È tornata alla carica quella grandissima buttana”, “Non possiamo farci mettere in scacco da quella stronza”, "stiamo prendendo due cessi", "o ti allinei o ti ammazzo", "il posto è uno ed è per lui" e via dicendo. Un linguaggio che fa letteralmente rabbrividire ma che è perfettamente consono e in linea con i metodi usati. Chi fa ricorso è uno stronzo da schiacciare, all'ateneo di Catania. Se si riuscisse a marchiarlo ci sarebbe da incastrarlo, si dice nei confronti di un docente che aveva denunciato all'ateneo di Firenze. La commissione per vincere te la procuro io, te lo scrivo con il sangue, si dice all'ateneo di Chieti-Pescara. E così via discorrendo in tutti gli altri atenei, a Milano, a Roma Tor Vergata e La Sapienza, a Pisa, a Palermo, a Perugia, ovunque.

Il coraggio di ClaraStella è il coraggio delle tante donne che rappresentano l'emblema della lotta alla Mala università di Trasparenza e Merito e che noi tutti, cittadini, dovremmo ringraziare. ClaraStella è anche Agnese Rapposelli, è anche Giulia Romano, è anche Anna Maria Monteverdi, è anche Monica Lazzarin, è anche Monica Bruno, è anche Federica Fernandez, è anche Alessandra Gavazza, è anche Anna La Bruna, è anche Ariane Droescher, è anche Alice Baradello, è anche Antonella Fioravanti, è anche Cecilia Scoppetta, è anche Helga Di Giuseppe, è anche Celestina Ornella Fazia, è anche Margherita Sulas, è anche Angela Bellia, è anche Anna Grazia Quaranta, e tante altre. Dentro Tra-me ci sono ben 384 donne tra ricercatrici e studiose che hanno deciso di dire basta e di contrastare gli abusi dell'accademia, e di cui non parla nessuno. Quella di questi giorni non è affatto una vittoria individuale di ClaraStella, seppure dal valore inestimabile a livello personale. E' la vittoria di tutti noi cittadini onesti, e di tutte le coraggiose donne studiose che con una dignità enorme, una perseveranza incrollabile, si sono messe contro un intero sistema di potere baronale e maschilista. E, alla fine, hanno vinto. In questo caso, ClaraStella ha costretto i vertici dell'ateneo, grazie all'azione della Guardia di Finanza, della Procura e del Tribunale di Reggio, ad arrendersi.

Ora però, finito il clamore delle prime pagine dei giornali, delle interviste in tv, tornerà presto il silenzio, il muro di gomma, e i delinquenti accademici torneranno ad agire nel torbido, pilotando risorse, truccando concorsi, con la complicità delle istituzioni. E chissà quante più giovani ClaraStella dovranno per anni continuare a subire quello che lei e le altre hanno subito per 14 anni fino ad oggi. Ma noi di "Trasparenza e Merito" continueremo nel silenzio, senza i riflettori, a prendere segnalazioni, a vagliare accessi agli atti, ad avviare ricorsi e denunce, perché solo così si può colpire nel lungo periodo il "sistema di potere". Poi si tratta però di incidere con le proposte per cambiare l'università, ed è quello che stiamo cercando di fare da anni (pensate al Decalogo con le proposte pubblicate su Micromega, sul Fatto, e in Mala università), senza però trovare uno straccio di interlocutore credibile, sincero, reale, al di là della propaganda vigliacca dei partiti.

Alla ministra Maria Cristina Messa, che è anche stata un rettore ed è un docente universitario peraltro di ambito medico (un settore che smuove interessi, soldi e che è gestito negli atenei e nei policlinici come una grande clientela pubblica) chiediamo di intervenire con forza oggi, senza alcun indugio, prima che sia troppo tardi. Aveva dichiarato che sarebbe intervenuta su chi ha abusato ai concorsi con il licenziamento ancora prima delle condanne della magistratura. Parole? Aveva detto, dopo la trasmissione di Presa diretta alla Rai, che avrebbe aperto un tavolo di confronto di emergenza istituzionale non solo col mondo accademico ma anche con le associazioni della società civile, parte della magistratura, e parte della politica. Anche in questo caso solo parole?

Oggi c'è un ateneo calabrese senza guida, visto che entrambi i vertici, rettore e prorettore sono interdetti e dovranno dimettersi immediatamente. Chi sta guidando e dirigendo in questo momento l'ateneo calabrese colpito dalle misure interdittive? E' mai possibile che non si faccia il commissariamento dell'ateneo nemmeno in casi gravissimi come questo? (come purtroppo è accaduto all'ateneo di Catania, nel quale processo "università bandita" il ministero non si è costituito neppure come parte civile!).

Stiamo preparando una lettera aperta alla ministra che renderemo pubblica su giornali e tv nei prossimi giorni. Avanti così nella lotta, con la pazienza e la perseveranza che ci contraddistingue, per fare, come sempre, una rivoluzione etica e culturale, un passo alla volta. Per l'università che tutti noi vogliamo!


Leggi l'articolo della "Gazzetta del Sud" del 23 aprile 2022

Leggi l'articolo su "Il Reggino" del 23 aprile 2022 contenente molte delle intercettazioni

Leggi l'articolo su "Stampa Libera"del 22 aprile 2022 contenente molte delle intercettazioni

Leggi l'articolo con intervista su "la Repubblica" del 22 aprile 2022

Guarda l'intervista video andata su "Tempo Stretto" del 23 aprile 2022

Guarda l'intervista video andata sul sito di "Gazzetta del Sud" del 23 aprile 2022

Guarda l'intervista andata in onda al Tg3 Rai del 22 aprile 2022