Caso Demasi e Politecnico TO: vinse al Tar e al CdS, a che punto è l'inchiesta dopo la sua denuncia?

Aggiornamento: set 16

Aggiungiamo un nuovo importante tassello ad un caso, quello del professore Demasi, di cui ci siamo occupati in passato sul nostro sito.

Sintetizzamo i fatti, con l'ausilio delle sentenze amministrative, del precedente comunicato di "Trasparenza e Merito" e di due articoli usciti su "la Repubblica" (ed. Torino) dopo i pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato che hanno dato ragione al ricorrente.

Il prof nomina l'allievo e il Tar del Piemonte annulla il concorso per ordinario di ingegneria aeronautica. Il presidente della commissione, a lungo direttore del dipartimento di ingegneria aerospaziale, aveva lavorato e scritto tanti articoli con il vincitore, quindi non poteva giudicare”, ha scritto il quotidiano “la Repubblica”, riprendendo la sentenza del Tar Piemonte.

Secondo i giudici amministrativi, infatti, il docente avrebbe dovuto dichiarare “l'intenso legame nella produzione accademica” con due candidati valutati idonei, di cui uno peraltro è risultato il vincitore (Icardi). Il concorso per un posto da professore ordinario è così stato annullato.

La battaglia per la trasparenza e il merito negati a quel concorso è mandata avanti da Luciano Demasi, ricercatore italiano impiegato negli Stati Uniti dove ricopre la posizione di professore di ingegneria aeronautica e aerospaziale all'università statale di San Diego in California.

Diamo la parola allo stesso Demasi che ci ha inviato una comunicazione:


"Sono Luciano Demasi, professore ordinario presso l'Università statale di San Diego in California. Diversi anni fa mi iscrissi al Politecnico di Torino in quanto lo ritenevo un’università prestigiosa di alta qualità' e livello. Proprio in virtù dell'orgoglio di essermi laureato in ingegneria Aeronautica con 110 e lode a Torino e per le mie radici italiane che rivendico a testa alta negli Stati Uniti tutti i giorni, sento di dover riferire alcuni fatti a mia conoscenza. Il mio messaggio è rivolto a tutti quei genitori che pagano le tasse e si aspettano il massimo livello di funzionamento delle istituzioni pubbliche per i loro giovani figli che si incamminano verso una carriera accademica. Questo vale per i contribuenti di Torino, del Piemonte e dell'Italia tutta. Veniamo ai fatti.

Da molti anni, intorno all'assegnazione di posti di professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS) del Politecnico di Torino, si verificano problemi di ogni tipo, scontri accademici, polemiche, rinvii, contestazioni. Benché tutto ciò mi fosse noto, ero desideroso di rientrare in Italia e dare il mio contributo allo sviluppo della ricerca scientifica nel mio paese. Per questa ragione ho partecipato ad un concorso da professore ordinario. Tra gli altri candidati vi era il professore Ugo Icardi. Presidente della commissione giudicante era il professore Marco Di Sciuva, maestro accademico di Icardi. Come emerge da un documento interno al Politecnico di Torino che è stato prodotto agli atti di un procedimento penale aperto presso la Procura della Repubblica di Torino, nell'anno accademico 2014/15, a seguito di protesta formale degli studenti, lo stesso professore Icardi fu sostituito/affiancato in una commissione d'esame di un corso (di cui lo stesso era titolare) da una terna "istituzionale" coordinata dal professore Di Sciuva. Costui, pertanto, era a conoscenza delle denunciate lacune didattiche ascritte al professore Icardi. Nulla di tutto ciò Di Sciuva ha ritenuto di segnalare alla commissione, né di tenere in conto nel momento in cui ha espresso il suo lusinghiero giudizio sull’attività didattica del suo allievo. Ma il legame tra professore Di Sciuva (giudicante) e professore Icardi (giudicato) era molto più profondo. Infatti il professore Di Sciuva risulta essere stato l'autore principale di innumerevoli lavori cofirmatari da Icardi, lavori che sono stati oggetto di valutazione nell'ambito del concorso. Di Sciuva e Icardi avevano anche diversi progetti di ricerca assieme, anch'essi oggetto di valutazione nel suddetto concorso. I giudizi finali della commissione, così come i relativi punteggi, sono stati penalizzanti per il sottoscritto: è stato dimostrato che un punteggio corrispondente a "buono" abbia sempre valso per il sottoscritto, percentualmente meno di quanto valesse un giudizio di "buono" assegnato al professore Icardi.

Non ero il solo "straniero" a partecipare al concorso: un altro candidato italiano che insegna attualmente all’estero, e che come me è risultato escluso, ha scritto al Rettore: "E' triste rilevare come il risultato di un concorso di Professore di prima fascia, in un settore delicato e strategico per il Politecnico di Torino, particolarmente bisognoso di nuove prospettive, possa essere deciso da una differenza di punteggio di soli 0.7/100 punti". Egli ha inoltre scritto: "sembra quantomeno strano che ben quattro candidati siano raggruppati in un intervallo di 1/100 di punto, decisivo per l'assegnazione del concorso". Sempre il suddetto professore scrive: "E' poi da notare che entrambi i concorsi fin qui richiamati sono stati vinti da candidati interni al Politecnico. Da qui, ed anche sulla base di altre notizie di altri concorsi universitari italiani, emerge una verità' incontestabile e cioè' che le selezioni fatte dalle università' italiane in base alla legge 240/10 vengono nella maggior parte dei casi vinte dai candidati interni". Il professore scrive anche: "Ritengo che sia nel concorso del 2016 che in quello del 2014, non siano stati presi in debita considerazione elementi determinanti dei curriculum vitae del sottoscritto, tutti ampiamente attinenti alle già citate linee di indirizzo dettate dalla Carta Europea dei Ricercatori".

A tutti coloro che decidano di intraprendere la carriera universitaria in Italia, invio i miei più calorosi e sentitissimi in bocca al lupo."


Di fronte alle sentenze della giustizia amministrativa e alle ulteriori prove documentali fornite da Demasi, e messe a disposizione della procura e del tribunale di Torino, l'associazione Trasparenza e Merito pone all'attenzione dell'opinione pubblica due interrogativi: 1) per quale ragione nell'università italiana, ai concorsi, debbano prevalere nella totalità (o quasi) dei casi solamente i candidati interni? 2) a che punto è l'inchiesta della magistratura suscitata dalla denuncia depositata dal ricorrente?"


Leggi l'articolo de "la Repubblica" del 20 maggio 2019

Leggi l'articolo de "la Repubblica" del 24 luglio 2019

Leggi la sentenza del TAR Piemonte n. 601 del 2019

Leggi l'ordinanza del Consiglio di Stato n. 3723 del 2019

Leggi la lettera con omissis di un docente del settore sul concorso illegittimo, datata 27 marzo 2018

Leggi la lettera con omissis di un docente del settore sul concorso illegittimo, datata 18 maggio 2018