Università, il Tar toglie il "concorso Agnese" all'Ateneo di Pescara: "Se ne occupi il prefetto".

Sentenza dura sul bando di Statistica economica al centro del longform di Repubblica "Agnese nel Paese dei baroni". Carte inviate alla Procura di Chieti e alla Corte dei conti. Ateneo Stranieri di Perugia, torna il direttore generale indagato per il caso Suarez. Trasparenza e Merito segnala un nuovo caso di nepotismo al dipartimento di Agraria dell'ateneo di Catania. L'articolo su "la Repubblica" di Corrado Zunino.


Il Tar di Pescara ha sentenziato che l'Università Gabriele D'Annunzio non deve più gestire il concorso di Agnese Rapposelli - Statistica economica, ne abbiamo parlato e vi abbiamo fatto ascoltare l'intercettazione scandalosa con il professor Roberto Benedetti nel longform "Agnese nel Paese dei baroni" - . Lo scorso 5 giugno il Tribunale amministrativo ha annullato quella prova, a cui nel frattempo non si erano presentati 37 commissari su 40 considerandola intoccabile, e ha ordinato che sarà il prefetto di Pescara ad allestirne una nuova, a nominare le commissioni, a procedere con le valutazioni dei candidati.

"Devi ritirare i ricorsi", disse il professor Benedetti, nel suo studio, ormai due anni fa, alla candidata ricercatrice: "Se non lo farai in qualsiasi occasione io ti andrò contro". La dottoressa Rapposelli non ritirò i diversi ricorsi avviati e tutto quello che il presidente di commissione aveva preconizzato si realizzò: Agnese è stata fin qui esclusa dalle assegnazioni universitarie. Ora il Tar ha deciso di prendere in mano la questione e di nominare un commissario ad acta, il prefetto, che, "in caso di perdurante inerzia" dell'ateneo, "assicurerà l'esecuzione delle statuizioni giurisdizionali nei successivi trenta giorni". Si parla, appunto, del concorso per un posto da ricercatore.

Nella sentenza i tre giudici amministrativi hanno condannato l'università a pagare 100 euro per ogni ulteriore giorno di ritardo degli adempimenti e hanno trasmesso gli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti e alla Procura penale di Chieti (un procedimento sullo stesso concorso giace, da tempo, alla Procura di Pescara).

E' interessante notare come il Dipartimento di Statistica, dopo una riunione accesa che seguì la pubblicazione dell'inchiesta di Repubblica, scelse di non censurare il comportamento del professore esprimendo solidarietà sia a lui che alla candidata ricattata. Anzi, il rettore ha deciso di nominare Benedetti membro del Comitato tecnico ordinatore del centro di ateneo per la Pubblica amministrazione intitolato a Silvio Spaventa. Un nuovo incarico.

All'Università per stranieri di Perugia, coinvolta nel bizzarro caso Suarez, è invece rientrato nel suo ruolo Simone Oliveri, direttore generale indagato con l'ex rettrice Giuliana Gego Bolli e altre tre persone per falso ideologico. Chiuse le indagini, il Gip di Perugia ha tolto l'inibizione all'incarico e il neo rettore Valerio De Cesaris, uno dei vincitori dei discussi concorsi per ordinari organizzati durante il governo dello stesso Oliveri, gli ha affidato la direzione del dipartimento.

L'associazione Trasparenza e merito, infine, ha fatto emergere un atto di Francesco Priolo, rettore dell'Università di Catania al centro dell'inchiesta Università bandita, firmato nell'aprile 2020, in piena emergenza Covid. Con quel decreto Priolo ha assegnato, denuncia l'associazione, una borsa di studio di 8.000 euro da spendere al Dipartimento di Agraria al nipote del professor Salvatore Barbagallo, già preside della stessa facoltà, dirigente della Regione Sicilia ai tempi del presidente Raffaele Lombardo. "Il rettore Priolo è in continuità con i precedenti, costretti a dimettersi dalla magistratura", attacca il responsabile di Trasparenza e merito Giambattista Scirè.


Leggi l'articolo integrale su "la Repubblica" del 8 giugno 2021