Sulla lotta al baronato e l'ufficio di Giarrusso, il ministro Bussetti: "Non lo so, mi informerò".


In una video-intervista curata da Corrado Zunino andata in onda oggi, 28 marzo 2019, su "Repubblica Tv", il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Bussetti (Lega), alla domanda precisa del giornalista "Una criticità del sistema universitario è rappresentata dai concorsi. Come affrontare il nodo dei concorsi pilotati e che fine ha fatto l'ufficio di controllo affidato a Dino Giarrusso?", ha risposto testualmente:

"Non si deve chiedere al ministro sulla correttezza di alcuni concorsi: se si hanno dubbi si deve denunciare. L'ufficio di Giarrusso? Non lo so. Mi informerò. Il ministero è troppo grande per controllarlo tutto."


Viene da chiedersi se è stato tutto un bluff.

In sostanza, il ministro dice di non avere notizie e di non sapere nulla sull'azione di contrasto che il Miur avrebbe dovuto mettere in campo, a detta del viceministro Fioramonti (M5S) e del suo portavoce, appunto, Giarrusso, che avevano invitato docenti e ricercatori a denunciare le presunte irregolarità nei concorsi universitari, aprendo perfino un indirizzo mail ufficiale, al quale, a dire dello stesso Fioramonti erano pervenute in appena due mesi dall'apertura, circa duecento segnalazioni.

Oggi scopriamo che il ministro non ne sa nulla.

A questo punto è bene riportare per intero il testo del Contratto-programma di governo, relativo a questo argomento scritto e controfirmato da Lega e M5S, e che avrebbe dunque dovuto impegnare il Miur in questa attività, almeno secondo quanto dichiarato in campagna elettorale:

"Meno baroni negli atenei: intendiamo intervenire con strumenti che liberino quelle università in cui è ancora forte la presenza di baronati che sfruttano in maniera illegittima le risorse e il personale. Per un reale rilancio dei nostri atenei occorre, infatti, garantire la presenza di sistemi realmente meritocratici ed aperti a tutti coloro che intendano proseguire nella carriera accademica, senza il timore di veder limitate le proprie aspettative da coloro che utilizzano in maniera indebita il proprio potere."


Alla luce dell'attuale silenzio di Fioramonti dopo l'apertura di questo famigerato indirizzo mail, alla luce dell'assenza (nel senso che non si è fatto trovare) di Giarrusso, sollecitato in più occasioni prima dai giornalisti di "Wired", poi da quelli di "Business Insider", che su indicazione di "Trasparenza e merito" e de l' "Osservatorio indipendente sui concorsi universitari" lo avevano contattato per chiedere che fine avesse fatto l'ufficio che si sarebbe dovuto occupare delle segnalazioni sui concorsi irregolari, e soprattutto, alla luce di queste ultime parole di Bussetti, la domanda che sorge spontanea è: ma ci prendete in giro?


Guarda il passaggio dell'intervista del ministro Bussetti




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