Pisa, il Tar "minaccia" l'università: "Fai il concorso o arriva il prefetto"

Quinto ricorso vinto da un aspirante ricercatore in corsa dal 2007. Si tratta di Paolo Rognini, docente di geografia economico-politica, iscritto a Trasparenza e Merito. L'articolo di Pietro Barghigiani sul "Tirreno".


"Pisa. Se l'ateneo non dovesse formare a breve la commissione per il concorso da ricercatore ci penserà il prefetto a compiere un atto per il quale il Tar ha accertato l'inadempienza dell'università da almeno un anno. Ormai è una saga che andrebbe elevata a paradigma del mondo universitario la storia del professore a contratto Paolo Rognini. Livornese, 55 anni, docente di psicologia al liceo Cecioni di Livorno, il professore ha vinto per la quinta volta davanti ai giudici amministrativi contro l'Università di Pisa. Una vittoria di Pirro con precedenti pronunciamenti ignorati dai vertici di Palazzo alla Giornata. Stavolta il Tar gli ha dato ragione accogliendo il ricorso per ottemperanza del giudicato sulla sentenza del marzo 2021 che imponeva all'ateneo di comporre la commissione per il posto da ricercatore a tempo indeterminato (figura che ora non esiste più) in Geografia politico-economica. Un posto bandito nel lontano 2007 e non ancora assegnato. Un ginepraio accademico su cui ora il Tar in assenza di decisioni dell'università, affida la soluzione a un commissario ad acta, il prefetto o un suo sostituto. Da più di un anno, infatti, doveva essere formata una commissione per sorteggio, ma nulla si è mosso per rispettare la sentenza dei giudici amministrativi. Nel frattempo è stato anche dismesso il sistema informatico per il sorteggio dei commissari (...) Il ricorso è stato accolto, con un'aggiunta rispetto alle precedenti sentenze. Un commissariamento se UniPi conferma l'inerzia di questi anni con una penale di 10 euro per giorno di ritardo, ponendola a carico del ministero dell'Università e Ricerca per la fase procedurale relativa alla designazione dei residui due commissari di concorso (...) Il professor Rognini incassa successi giudiziari ma resta a fare esami e lezioni a zero euro nel precariato istituzionalizzato. Se esistesse la cattedra per i ricorsi vinti gliela assegnerebbero per acclamazione. Una mortificazione subita ormai da 15 anni...A meno che l'università non si decida una buona volta a rispettare le sentenze dei tribunali".


Leggi l'articolo integrale sul "Tirreno" (ed. Pisa) del 2 agosto 2022