Lettera di TRA-ME contro i baroni su "Repubblica": Norme più stringenti per impedire la cooptazione

Aggiornato il: mar 24

Con una Lettera aperta pubblicata il 12 marzo 2021 su "la Repubblica" (ed. Firenze) ed anche su "La Nazione", interviene Giambattista Scirè a nome di Trasparenza e Merito nel dibattito avviato nei giorni scorsi sui quotidiani fiorentini, in particolare sul "Corriere della Sera" (ed. Firenze) da alcuni interventi di baroni (ex rettori e docenti) dell'ateneo fiorentino investito dall'inchiesta della Procura di Firenze che indaga per i pesanti reati commessi nei concorsi a Medicina da una "associazione a delinquere" accademica.


Norme più stringenti per impedire la cooptazione


I continui scandali legati ai concorsi universitari impongono una riflessione profonda trattandosi non di fatti episodici ma di un malcostume diffuso come dimostrano le 5 mila sentenze sulla “mala università”, le recenti inchieste delle Procure di Firenze, Catania, Perugia, che parlano di “associazione a delinquere”, e come certificano alcuni studi pubblicati, ad esempio, sulla prestigiosa rivista internazionale “The Lancet”.

Il sistema accademico italiano risulta ormai da tempo basato su logiche clientelari e/o baronali e non a caso, il nepotismo, la logica di appartenenza politica, l'affiliazione accademica e la gerarchia hanno un peso eccessivo in qualunque decisione, essendo il reclutamento e la progressione di carriera determinati da fattori svincolati dal reale merito. Questa incresciosa situazione richiede una presa di coscienza collettiva e una riforma radicale che non può consistere però nell’istituzionalizzazione della “cooptazione” ma nell’assicurare all’università i più alti standard qualitativi e non livellarli verso il basso attraverso un sistema di reclutamento fondato non sulla competenza e il merito, bensì sullo scambio di favori, dove ogni concorso appare già predeterminato a favore del candidato “interno”. Per raggiungere questo obiettivo si deve intervenire senza indugi sul reclutamento e sul sistema della “governance” degli atenei con delle riforme a costo zero che impediscano di fatto la gestione privatistica di un bene pubblico. Occorre pertanto:

- modificare in senso democratico (secondo il principio “una testa un voto”) le attuali norme che regolano l'elezione del rettore secondo procedure feudali e oligarchiche, cioè basate sul meccanismo del “voto ponderato” che sancisce il diritto di voto con prevalenza per i docenti ordinari e i “baroni”, penalizzando i ricercatori, il personale tecnico-amministrativo e gli studenti (che sono l’asse portante della vita universitaria);

- eliminare tutte le figure precarie e istituire un ruolo unico della docenza universitaria, senza differenziazione tra ordinari e associati che, pur svolgendo le stesse mansioni, hanno una retribuzione diversa;

- cancellare i concorsi locali in cui proliferano clientele, favoritismi e corruzione;

- istituire un concorso nazionale con commissioni interamente sorteggiate (sul totale dei docenti e non solo tra quelli che si rendono disponibili) e formate almeno da 7-10 membri per settore;

- predisporre dei criteri di valutazione in base ad una griglia ministeriale che, tra l’altro, preveda la determinazione per ciascun settore, dei punteggi minimo e massimo su titoli e pubblicazioni in modo da limitare e/o ridurre al minimo l’arbitrio delle commissioni;

- monitorare costantemente l’attività del docente selezionato con una valutazione ex post della sua produzione scientifica;

- diminuire i fondi ordinari nella misura del 3-5% agli atenei che non ottemperano alle sentenze, non vigilano sui conflitti di interesse e non perseguono le procedure irregolari;

- prevedere sanzioni piuttosto severe (multe, sospensioni e procedimenti disciplinari) nei confronti dei commissari coinvolti in concorsi “truccati”, in modo che il danno subìto non gravi sulla collettività ma ricada sui diretti responsabili.

Del resto, se l’attuale classe dirigente non appare all’altezza del proprio ruolo è anche per colpa di un’istituzione universitaria che ha perso totalmente la sua credibilità e la sua funzione di selezione e di guida del Paese.


L'autore è responsabile scientifico di "Trasparenza e Merito"

https://www.trasparenzaemerito.org/


Leggi l'articolo su "la Repubblica" (ed. Firenze) del 12 marzo 2021

Leggi la lettera originale di "Trasparenza e Merito" ai giornali fiorentini del 10 marzo 2021