L'Attacco e L'Immediato pubblicano le dieci domande al Rettore di Foggia e l'intervista a Scirè

Le dieci pesanti e imbarazzanti domande rivolte dal sito di "Trasparenza e Merito" al Rettore di Foggia Pierpaolo Limone sono state pubblicate integralmente in un lungo articolo de "L'Attacco" con una intervista al presidente e responsabile scientifico dell'associazione, Giambattista Scirè.

Anche il quotidiano "L'Immediato / Bonculture" ha pubblicato, sempre sull'argomento della incresciosa vicenda dei docenti "ghettizzati" all'Università di Foggia, una intervista all'amministratore di "Trasparenza e Merito", dal titolo "Mobbing asfissiante, ritorsioni e minacce nei confronti dei ricercatori precari. Tutte le irregolarità degli atenei italiani e le dieci domande al Rettore Limone".

Ve la riportiamo qui.


Trasparenza, disciplinare e onore. Nessuna ombra o dubbio può sollevarsi sulla figura del Rettore, che deve essere d'esempio perché è chiamato a ricoprire una importante funzione pubblica.

L'Associazione Trasparenza e Merito ha in questi ultimi mesi denunciato numerosi casi di nepotismo, concorsi falsi e abuso di ufficio negli atenei italiani, tanto da ispirare un longform dedicato da Repubblica a firma di Carlo Bonini, dopo aver inviato una lettera alla Ministra dell'Università del Governo Draghi. Come abbiamo già documentato, un ampio capitolo dell'approfondimento di Repubblica è dedicato all'Università degli Studi di Foggia, col caso dei quattro docenti ghettizzati e dell'indagine della Guardia di Finanza sui progetti di ricerca del distretto agroalimentare regionale.

Il professor Giambattista Scirè, presidente dell'Associazione, ha sottoposto al Rettore Pierpaolo Limone, dieci semplici domande per le quali si aspetta risposte chiare, esaustive e coerenti. Le domande sono riproposte integralmente in calce all'intervista.


Prof Scire', cosa è cambiato dopo la lettera alla Ministra? E cosa vuol dire simbolicamente per voi la costituzione di parte civile del Ministero nei casi citati dal longform di Bonini?

- Di concreto, dopo l'invio della lettera, non è cambiato nulla. Ma ci siamo abituati a ministri dell'università che non rispondono, a direttori generali del Miur che avallano provvedimenti irregolari degli atenei, e via discorrendo. Purtroppo troppo spesso le istituzioni coprono certi abusi o fanno orecchio da mercante. La costituzione del Ministero nel processo in cui la Procura contesta truffa e peculato proprio ai suoi stessi danni è un atto dovuto, sarebbe stato inaudito il contrario. Ma non ci saremmo meravigliati nemmeno di questo, visto che al processo di Catania la ministra Messa ha detto che non si costituirà nonostante il tribunale l'abbia individuata come parte lesa.

Il caso Foggia resta nella sua fattispecie davvero singolare. I 4 docenti messi all'angolo continuano ad essere vessati. Vengono alla mente strane forme di totalitarismo. Non solo ti umilio nella professione ma devi anche stare zitto. Che ne pensa prof?

- Il caso di Foggia dei professori "ghettizzati" e sparsi in quattro diversi dipartimenti è di una gravità estrema ma non è affatto un unicum in Italia. Siamo al corrente, attraverso le segnalazioni che ci arrivano, di mobbing asfissiante, ritorsioni e minacce nei confronti di tanti ricercatori, spesso precari. Non tutti trovano la forza e il coraggio di denunciarlo pubblicamente come hanno fatto, meritoriamente, i colleghi di Foggia. La nostra associazione serve anche per dare supporto e incoraggiare azioni di denuncia come quella di Agraria.

C'è questa importante sentenza che riabilita la posizione della prof Amalia Conte. Nel suo caso il concorso "truccato" è stato addirittura giustificato con un pronunciamento Anac. Ci sono casi simili o rappresenta davvero un unicum? Pur vincitrice del concorso non viene scelta dal Dipartimento....

- La sentenza è importante perché tecnicamente ineccepibile e perché si spinge oltre parlando chiaramente di "cooptazione" ingiustificata, cioè che esula dal concorso fondato su trasparenza e merito, a differenza di quanto vuole l'art. 97 della Costituzione. Ci sono molti altri casi simili, anzi sta diventando una abitudine quella dei dipartimenti di "bypassare" le valutazioni e i giudizi delle commissioni, finché però qualcuno non decide di fare ricorso, i tribunali accolgono e le cose per gli atenei si complicano... Vorrei ricordare anche un'altra importante sentenza su diritto amministrativo, sempre qui a Foggia, a proposito del conflitto di interessi tra "maestro" e "allievo". Troppo spesso i commissari dimenticano che esiste l'art. 51 del codice di procedura civile che li obbliga a dichiarare l'eventuale incompatibilità con i candidati. Questo, a quanto ci risulta, non accade quasi mai ed è la più grande ipocrisia dell'università italiana.


Infine il nuovo provvedimento disciplinare nei confronti del prof Del Nobile. Ci può raccontare altri casi simili in Italia? Dappertutto l'Ateneo prende posizione?


- Il provvedimento disciplinare nei confronti del prof. Del Nobile è inaudito e dovrebbe subito rientrare ed essere archiviato. Ha solo espresso una opinione su un giornale, come ho fatto tante volte io, parlando di comportamenti "pseudo-mafiosi" e riferendosi in generale al sistema di potere accademico, peraltro si tratta di argomentazioni fatte proprie dalla Procura di Catania e dalla Pm dell'inchiesta in una conferenza stampa pubblica. Forse il rettore di Foggia non è informato di ciò. Purtroppo, devo aggiungere, che i casi di provvedimenti disciplinari nei confronti di docenti non "allineati", che contestano certe irregolarità e abusi degli atenei, sono molto più diffusi di quanto si pensi. E' accaduto, a mia memoria, già a Roma, a Brescia, e altrove. La strada per cambiare questa università, credimi, è ancora lunga.


Leggi l'intervista a con le dieci domande al Rettore di Foggia su "L'Attacco" del 27 maggio 2021

Leggi l'intervista a Scirè sulla vicenda dei docenti ghettizzati all'Università di Foggia su L'Immediato/Bonculture del 29 maggio 2021