Il Tirreno: "Altro che licenziata, la prof del concorso dichiarato illegittimo è stata promossa"

Del concorso di Veterinaria a Pisa ne avevamo già scritto più volte in precedenza. L'Ateneo ignora la sentenza del Consiglio di Stato. La vincitrice illegittima partecipò alla selezione nonostante fosse la moglie di un docente. I giudici: "Il rapporto lavorativo andava estinto". Il travagliato e coraggioso percorso di denuncia e contenzioso della collega dell'associazione la ricercatrice Alessandra Gavazza. L'articolo di Pietro Barghigiani su "Il Tirreno" che definisce Trasparenza e Merito "censore nazionale di quello che non va nelle università italiane".


Scrive il Tirreno:

“L’amarezza resta e viene denunciata dal sito di "Trasparenza e Merito", censore nazionale di quello che non va nelle università italiane”. La Gelmini fissa fino al quarto grado di paretela il divieto di assunzioni con simili legami familiari. E i verdetti lo hanno confermato. Ma quello che l’associazione Trasparenza e Merito rileva è la mancata esecuzione delle sentenze. Nel suo ultimo verdetto, marzo 2020, il Consiglio di Stato ha dichiarato l’ennesimo ricorso della docente controparte inammissibile, sottolineando la responsabilità dell’Ateneo di Pisa per “non aver portato alle definitiva conseguenze l’estinzione del rapporto instauratosi con la vincitrice della procedura annullata”. Conclude il blog: “Ad oggi non ci risulta sia pervenuto alcun atto formale da parte dell’ateneo di Pisa che dunque non ha applicato né adempiuto ad una sentenza del massimo tribunale amministrativo dello Stato italiano e che non ha, a quanto risulta fino ad oggi, estinto il rapporto lavorativo con la contro-interessata dichiarata illegittima, che risulta tuttora in servizio. La dottoressa Gavazza, costretta a tanti ricorsi giudiziari e amareggiata di fronte al silenzio dell’ateneo pisano, aveva concorso e vinto un posto da ricercatore (tipo B) in un altro ateneo (Camerino). L’ateneo di Pisa e il suo rettore farebbero bene a rivedere l’atteggiamento di ostilità nei confronti di chi denuncia gli abusi ottenendo tutte le ragioni, attenendosi piuttosto all’esecuzione delle sentenze dei giudici”.

Cosa ha da dire, dunque, il rettore di Pisa?

Cosa hanno da dire le istituzioni di questo Paese?


Leggi l'articolo integrale su "Il Tirreno" del 21 dicembre 2020