I nomi e le intercettazioni dell'inchiesta "Università bandita", lo scandalo dell'ateneo di Catania

Concorsi truccati all’Università di Catania: "metodo paramafioso" e scambi di favore. Le regole del sistema messo in atto prevedevano un preciso «apparato sanzionatorio» e le violazioni del tacito patto erano punite con ritardi nella progressione in carriera o esclusioni da ogni valutazione oggettiva del curriculum. I reati contestati per 62 indagati sono: associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta e altro ancora.


Il procuratore Zuccaro:

"Il merito non esisteva, mondo desolante e squallido (...) La scelta che dall'alto viene calata da un rettore , da un capo di dipartimento, da un professore particolarmente influente e il sistema corruttivo è quello per cui io oggi ti faccio accedere a quel posto, tu sai che ci accedi non per merito ma perché io ti ci ho portato, domani ti dovrai spendere - e questo emerge da alcune intercettazioni - perché mi dovrai ripagare questo favore (...) Se a Catania, nell'ambiente accademico queste cose avvengono sistematicamente , come siamo riusciti a comprovare, per quanto riguarda le intercettazioni svolte negli ultimi anni, veramente il quadro è desolante (...) bisogna assolutamente fare i conti con quello che è emerso e poi voltare pagina (...) vi è tutto un mondo di professori universitari, di studenti, di ricercatori che si trova stretto a questo ambiente che risponde a queste logiche (...) Noi invochiamo da queste persone che si facciano avanti, che denuncino, perché se vogliamo cambiare occorre anche avere la coscienza civica, di protestare contro questo sistema , non dobbiamo nasconderci dietro l'alibi "ma così fanno tutti" (...) Quando vi sono concorsi per professore di prima fascia in cui alla commissione devono partecipare professori di altre università , viene chiesto un loro intervento in vista di un loro favore , di un ricambio in concorsi successivi (...) E' un sistema che perpetua le posizioni consolidate e che purtroppo non si fonda sul merito, che non è il criterio per la selezione dei candidati ai concorsi universitari".


Pignataro (ex rettore): "I colonnelli stanno sbandando perché l'esercito è in subbuglio, quindi spetta adesso al generale rimettere tutto in linea..."

Basile (rettore): "Stiamo lavorando insieme... non sono né io come singolo né lui come singolo...insomma stiamo lavorando...no, è un gruppo di persone che vogliono vedere un attimino di sistemare al meglio la nostra situazione amministrativa..."

Magnano Sanlio (prorettore): "L'importante è che tu gli garantisci...perché a lui serve fare il capo..basta che tu tieni presente due art. 18 e due art. 24...

Pignataro: "Ora io me li devo incontrare tutti...mica gli posso parlare al telefono?... non è un'attività illegale ma insomma...allora sai che fai...gli fai una telefonata e gli preannunci un bigliettino..."

Basile: "Buono , buono...così mando un autista in giro con tutte queste buste"

Barone (direttore Scienze politiche): "Abbiamo votato con i pizzini, in piena democrazia..ho raccontato di quell'aneddoto di Giolitti che cercava chi non lo aveva votato...è finita tutto bene, alla Stalin...si è votato con i pizzini, con i nomi...abbiamo fatto prima la riunione, come nel peggior sistema democristiano e quindi si è fatto il consiglio di amministrazione..."

Basile: "Ne ho uno al giorno che viene per un problema...di parentela, o di..perché poi alla fine qua siamo tutti parenti...sì, sì sono tanti parenti...alla fine l'università nasce sua una base cittadina...abbastanza ristretta...una specie di élite culturale della città...perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie..."

Pennisi (direttore Giurisprudenza): "Poi c'è la possibilità, se si vuole...ma è solo eventuale, di mettere un tetto al numero di pubblicazioni..che comunque non può essere inferiore a dodici...e mettiamoci dodici allora"

Cavallaro (direttore Economia): "Soprattutto il rettore aveva detto: "non mi scrivete mai i nomi", ai direttori lo aveva raccomandato, se volete i settori ma i nomi mai"

Sessa (presidente Medicina): "Al dipartimento tutto bene...è passato quello che doveva passare...e quindi ortopedia...anestesiologia...non ci sono stati problemi...sono riuscito a presentargliele in maniera pulita"

Barone: "La sparo alcuni nomi ma ora mi faccio dare l'elenco tutto...e vediamo chi sono questi stronzi che dobbiamo schiacciare"

Gallo (direttore Matemica): "Continua a insistere che c'è uno che gli devo fare il concorso..gli ho detto io glielo faccio il concorso..ma questo viene dopo molti altri...chiami tutti i concorsi per gli altri e glielo faccio..tu devi trovare la soluzione...questi qua capiscono solo i rapporti di forza...sono persone di potere"

Basile: "Quello di Libra non è chiuso...devo fare un intervento su Mariano...perché Mariano è il capo famiglia del...conosci che tipo è Mariano...ha obbligato, ritengo, la sorella...a presentarsi al concorso di Libra...senza speranza...gli ho detto scusami Lucia...questo è il concorso di Massimo...non è che hai speranza"

Monaco (direttore Scienze biologiche): "Cazzo, io mi sono spaccato il culo per te...ora tu devi lavorare per...io ho fatto di tutto per farti fare...prenderti la responsabilità dell'Orto botanico...per farti avere questo posto da ordinario...ora tu cazzo mi vieni incontro a me...vai in commissione (...) ma lui aveva detto di stare tranquilli...che non l'avrebbe fatto, invece l'ha fatto...il cretino...vabbè lo distruggeremo...è un uomo finito...è un uomo finito...non c'è problema...lo odiano tutti ormai...poi ho incontrato a quell'imbecille di sua moglie..le ho detto, guarda io ti consiglio di fagli ritirare questa cosa...non so se si può ritirare...chi ni sacciu...perché così ci sta danneggiando a tutti..ci divertiremo...a idda non la consideriamo...lei non andrà mai in una commissione di dottorato, né avrà mai un dottorando...tranquilla...hanno pestato la merda! ora se la piangono..."


Ecco i nomi dei 62 indagati dell'inchiesta della procura di Catania (tratti da "Repubblica" (ed. Palermo):

Salvatore Cesare Amato (Unict), Massimo Antonelli (UniRoma), Marinella Astuto (Unict), Pietro Baglioni (UniFirenze), Laura Ballerini (Sissa Trieste), Antonio Barone (Unict), Giuseppe Barone (Unict), Francesco Basile (rettore Unict), Alberto Bianchi (Unict), Antonio Giuseppe Biondi (Unict), Paolo Cavallari (UniMilano), Michela Maria Bernadette Cavallaro (UniCt), Giovanna Cigliano (UniNapoli), Umberto Cillo (UniPd), Giorgio Conti (La Cattolica Roma), Agostino Cortesi (UniVe), Velia Maria D’Agata (Unict), Enzo D’Agata, Stefano De Francisci (UniCz), Francesco Saverio De Ponte (UniMessina), Santo Di Nuovo (Unict), Francesco Di Raimondo (Unict), marcello Angelo Alfredo Donati (Unict), Filippo Drago (Unict), Alessia Facineroso (Unict), Santi Fedele (UniMessina), Enrico Foti (Unict), Giovanni Gallo (Unict), Anna Garozzo (Unict), Eugenio Gaudio (UniRoma La Sapienza), Maria Giordano (Unict), Sebastiano Angelo Granata (Unict), Salvatore Giovanni Gruttadauria (Unict), Calogero Guccio (Unict), Alfredo Guglielmi (UniVr), Giuseppina La Vecchia (UniChieti-Pescara), Giampiero Leanza (Unict), Massimo Libra (Unict), Giancarlo Magnano di San Lio (Prorettore Unict), Luigi Vincenzo Mancini (UniRoma La Sapienza), Claudio Marchetti (UniBologna), Massimo Mattei (UniRomaTre), Paolo Mazzoleni (Unict), carmelo Giovanni Monaco (Unict), Maura Monduzzi (UniCagliari), Marco Montorsi  (Rettore Humanitas Rozzano), Giuseppe Mulone (Unict), Paolo Navalesi (UniCz), Matteo Giovanni Negro (Unict), Ferdinando Nicoletti (Unict), Karl Jurgen Oldhafer (Barmbek Asklepios Hospital Amburgo), Giuseppe Pappalardo (Unict), Pietro Pavone (Unict), Roberto Pennisi (Unict), Vincenzo Perciavalle (Unict), Giacomo Pignataro (Già rettore Unict), Giovanni Puglisi (Unict), Stefano Giovanni Puleo (Unict), Maria Alessandra Ragusa (Unict), Antonino Recca (già rettore Unict), Romilda Rizzo (Unict), Salvatore Saccone (Unict), Giovanna Schillaci (Unict), Giuseppe Sessa (Unict), Luca Vanella (Unict) e Giuseppe Vecchio (Unict). 


Quello che "Trasparenza e merito" sostiene da tempo, quando nessuno credeva a ciò che dicevamo, con dati e numeri alla mano: il sistema dell'ateneo di Catania non è l'eccezione, i concorsi universitari italiani sono quasi tutti predeterminati, il sistema di reclutamento degli atenei italiani è un sistema clientelare, familistico, fondato su favori e scambi, salvo qualche rara isola felice.

La notizia dell'inchiesta "Università bandita" è stata riportata da tutti i principali quotidiani nazionali e siciliani e dalle tv locali e nazionali.


Ascolta gli audio delle intercettazioni della Polizia di Stato

Leggi l'articolo su "Open" del 28 giugno 2019

Leggi l'articolo su "Live Sicilia Catania" del 28 giugno 2019

Leggi l'articolo su "Repubblica" (ed. Palermo) del 28 giugno 2019

Leggi l'articolo su "Corriere della Sera" del 28 giugno 2019

Leggi l'articolo del "Fatto quotidiano" del 28 giugno 2019

Ascolta la conferenza stampa del procuratore Zuccaro





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